venerdì 15 gennaio 2016

Una storia cominciata prima di nascere

Qualche settimana fa mi sono ritrovata a voler raccontare a un mio caro amico, Danilo, l'ultima serie di eventi manifestatisi nella mia vita a cui davvero, in genere, fatico a trovare il termine per poterli definire. Forse non propriamente ordinari? Serendipici? Che sembrano il frutto di una sceneggiatura? Danilo ci e' riuscito. Non poteva dare definizione migliore: 
"Una storia cominciata prima di nascere".
La conversazione con Danilo ha portato entrambe a riflettere su come non si possa negare che ognuno di noi faccia parte di un  meraviglioso piano, che non si possa negare che molti dei nostri incontri qui sulla terra siano in effetti gia' avvenuti in una vita premortale, senza ancora un corpo fisico,  e che probabilmente lassu' ci siamo accordati per varie ragioni perche' questi avvenissero. Certo, qui abbiamo un velo di dimenticanza davanti ma ho sempre creduto che se la' abbiamo coltivato speciali relazioni, nel momento in cui ci incontriamo di nuovo possiamo sentire qualcosa di altrettanto speciale anche se ovviamente non riusciamo a darci una spiegazione per questo. 
L'anziano Groberg ha detto: 
"Una delle piu' grandi connessioni che abbiamo con la nostra vita premortale e' quanto nostro Padre e Gesu' ci hanno amato e quanto noi abbiamo amato Loro. Nonostante un velo sia stato disegnato sulla nostra memoria, ovunque sentiamo vero amore, esso risveglia un desiderio che non puo' essere negato." 
E straordinariamente proprio un paio di giorni dopo quel profondo scambio di riflessioni  e' successo qualcosa che ha potuto sigillare ancora di piu' la mia testimonianza. 

E' successo che ho ricevuto una LETTERA. 

Io amo le lettere, specialmente quelle classiche, stupende e senza tempo, magari ancora scritte a mano, che per arrivare a te sanno attraversare deserti, foreste, catene montuose e oceani. Io amo scriverle, cercando di trovare le parole che sevono a chi le riceve, lasciarle andare e con fede stare a vedere cosa succede: proprio come le preghiere. 
E quando  quel giorno con mia grande sorpresa nella mia cassetta della posta ne ho trovata una per me... il mio cuore e' sobbalzato ma ho resistito ad aprirla: anche la risposta ad una preghiera merita riverenza e sacralita'. 
Cosi' ho aspettato di avere un momento per me e di andarmi a cercare un luogo tranquillo per leggerla. La giornata sembrava creata apposta per quello. Nonostante fosse gennaio c'era il sole e piccoli fiori sbocciati nei prati quasi a rappresentare la primavera che sentivo dentro di me. 
Mi sono incamminata verso il bosco vicino casa, il "mio" bosco come amo chiamarlo, un luogo dove vado a trovare pace e serenita', un luogo dove mi rigenero e dove amo fare quattro chiacchiere con il mio Padre Celeste.
Mi sono seduta su una delle panchine li', in mezzo agli alberi, con il sole che ci teneva a farsi notare. Ho scritto sul mio diario e poi ho aperto la busta: poche righe, scritte a mano. 
Ma in quelle parole..... 
Ho sentito umilta', tenerezza e risolutezza. 
Ho sentito il desiderio fortissimo di chi le aveva scritte di farmi arrivare il suo messaggio. Vedevo chi le aveva scritte correre letteralmente  a spedire la lettera all'ufficio postale come se non dovesse perdere nemmeno un minuto. Ho percepito un cuore puro di bambina che ha fatto sentire bambina anche me. Sono stata avvolta e coccolata dalla sua dolcezza: la persona piu' amorevole con cui avessi mai avuto un contatto. Ho sentito tutto l'amore del Padre Celeste. Ho sentito il puro amore di Cristo. Mi sono sentita cosi' spiazzata da tutto questo amore  che volevo risponderle immediatamente ma proprio nessuna parola poteva esprimere la mia gratitudine. Quello che invece avrei voluto (e voglio ancora!) sarebbe stato correre ad abbracciarla. Le sue parole per me piene di amore e di fede, unite a un'altra cosa che lei ha aggiunto nella busta, mi hanno ancora una volta ricordato chi sono e cosa devo fare. 
Io e questa persona non ci eravamo mai incontrate, mai scambiate un messaggio.
Lei mi conosceva solo attraverso quello che di me le diceva sua figlia, che invece conosco, o meglio, che ho ritrovato. 
Bene. In quella lettera, che tengo con cura tra le pagine del mio diario e che ogni tanto rileggere mi aiuta, io ho riconosciuto quell'amore di cui anziano Groberg scrive, quella connessione con il cielo che non possiamo negare quando la sentiamo. 
Non posso che essere grata al Padre Celeste per il Suo piano, per avermi fatto sentire il Suo amore tramite una Sua dolcissima, caritatevole e fedele figlia che ho incontrato di nuovo in una lettera e che adesso mi auguro al piu' presto di abbracciare in questa vita. 

Eleonora 

Ps : Grazie "mamma"! 


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