martedì 23 agosto 2016

Il valore del diario


Riordinando alcuni numeri della rivista Liahona ho ritrovato con piacere l'articolo che io avevo scritto e che e' stato pubblicato nelle pagine locali del numero di luglio 2015.  



Il diario: un tesoro inestimabile 

Sapevo che scrivere il diario era qualcosa di importante. Molte persone prima di me l'avevano fatto e sapevo di quali grandi tesori noi possiamo beneficiare grazie a quello. Come per tutti i comandamenti, pero', ho imparato quanto questo e' importante proprio quando ho iniziato a metterlo in pratica. 
In anni avevo scritto solo poche pagine. Quante cose avevo mancato di documentare! Quante cose mi ero persa e avevo fatto perdere agli altri! 
Di questo non ne ero fiera anche perche' scrivere per me e' sempre stato un piacere. Non avevo scuse. 
Per tante volte avevp iniziato e poi avevo abbandonato finche' e' successo qualcosa che mi ha dato un'enorme spinta a farlo. Era l'ottobre del 2010 ed io con la mia famiglia, in quanto mio marito era vescovo, siamo stati invitati a partecipare alla cerimonia del primo colpo di piccone del Tempio di Roma. 
Mi sono sentita immensamente onorata, benedetta e rivestita di grande responsabilita'. Avrei fatto parte di un avvenimento storico in presenza del profeta e di numerose autorita'. 
Sentivo di avere il bisogno di prepararmi spiritualmente e avevo deciso che dovevo testimoniare di questa preparazione e di tutto quello che sarebbe successo. Questo mi ha spinta ad iniziare seriamente a tenere giornalmente un diario. Sono stata spinta a farlo dall'amore e dalla gratitudine verso il Signore, dall'amore per la mia famiglia affinche' potessi immortalare quel momento anche per loro, specialmente per i bambini, dall'amore per chi non poteva essere presente, dall'amore per la mia progenie; li amavo gia' tanto e non potevo non lasciare loro la mia testimonianza di quel giorno e non solo. 
Cosi' ho iniziato a scrivere della mia preparazione e del giorno tanto atteso. Ho testimoniatp che il cielo e' sembrato aprirsi quel giorno, tanto che ho pensato che sarebbero apparsi gli angeli a cantare in coro. Ho testimoniato di quanto fossi agitata ma felice di avere di fronte a me il profeta di Dio sulla terra e che il mio pensiero e il mio cuore erano per quelli che non erano li' e tanto altro. Da allora non ho mai smesso. 
Dopo oltre quattro anni di diari, non e' facile tradurre in parole quali e quante benedizioni siano scaturite da questa scelta. La mia testimonianza si e' rafforzata sopratutto riguardo al fatto che e' evidente che facciamo parte di un meraviglioso piano. 
Rileggendo i diari, in molti punti ho notato lo "Sceneggiatore" intervenire con la Sua amorevole mano. Ho testimoniato di provare felicita' inesprimibile o di svegliarmi con un peso sul cuore e cercare di lottare. Ogni mia esperienza o pensiero e' scritto con l'intento che, oltre a me, un giorno tutto questo possa essere utile a qualcuno. 
Questa e' la stessa motivazione che mi ha spinto a scrivere questo articolo. 
Il presidente Woodruff ha detto: 
"Tenete quotidianamente un resoconto del rapporto con Dio con voi."
Posso testimoniare che il rapporto tra noi e il Padre Celeste e' qualcosa di fondamentale e prezioso e il diario e' un meraviglioso strumento per poter imparare a rendere questo rapporto speciale e profondo come mai si possa immaginare. 
Adesso lo so e l'ho testimoniato nero su bianco. 


giovedì 11 agosto 2016

Il rumore degli arcobaleni




"In fondo, di solito, le cose piu' silenziose sono quelle che fanno piu' rumore."


"Mamma corri!! L'arcobaleno!!"
Ringrazio il mio Jacob (7anni tra pochi giorni) per essere corso a chiamarmi l'altro giorno  mentre, finita la cena, ero ancora seduta a tavola in compagnia di amici. Lo ringrazio perche' oltretutto ha dimostrato di conoscermi molto molto bene. Sapeva che sarei scattata immediatamente per uscire per stare in contemplazione con il naso all'insu' per pochi ma intensi minuti, bastanti pero' per far respirare la mia anima di fronte a quel multicolorato sorriso speculare del cielo. Ringrazio ancora Jacob. 
Questo arcobaleno aveva un valore aggiunto rispetto agli ultimi a cui avevo assistito: era sopra il tempio, la casa del Signore. 



(Eccomi qui!! Proprio in quel momento! Grazie alla piccola Angela Delfino che ha catturato a mia insaputa la mia beata contemplazione!! 😘)

Se Jacob non mi avesse chiamato l'avrei perso. Gia'. 
Come sarebbe stato possibile altrimenti accorgersi di un arcobaleno che appare nel cielo chiusa tra quattro mura? 
Eppure garantisco che fa rumore! 
Mentre lo ammiravo mi e' uscito spontaneo: 
"In fondo, di solito, le cose piu' silenziose sono quelle che fanno piu' rumore."
Si, le orecchie potranno anche non sentire ma lo spirito viene travolto nel profondo. 
Sigillo questa mia  testimonianza in modo ancora piu' potente oggi dopo che con il cuore grato mi sono sdraiata in solitaria sull'erba per ammirare il cielo. 
Come dall'Ipod e' arrivata una versione di Come thou fount of every blessing sopra di me e' apparso un altro arcobaleno: inaspettato, senza che fosse nemmeno piovuto, disegnato appositamente dal Pittore Celeste per celebrare quel momento di poesia con me. 
Mi sono goduta quella visione e cio' che poi le nuvole hanno creato danzando senza sosta. 
Pure vibrazioni di pace!! 
Che rumore hanno fatto dentro di me! 
Piu' di tutta la musica del mondo. 
E se non lo sentiamo, attenzione, la colpa e' dei muri: abbattiamoli perche' non sono nient'altro che quelli che ci siamo costruiti. 


NB Un grazie speciale a Raffaele Davide Fossa per aver immortalato questa immagine stupenda  che vedete qui sotto e per avermi anche  ricordato questa  frase di presidente Uchtdorf


"Quanto ci perdiamo della vita aspettando di vedere l’arcobaleno prima di ringraziare Dio per la pioggia?"
              (Dieter F. Uchtdorf) 




Ps A Wonderful Go un arcobaleno sopra il tempio e' un'importante cattura!! 😉



lunedì 25 luglio 2016

Piu' vero di cio' che vedo



Ma. 
Come si fa ad iniziare con un ma? 
Eppure e' una delle locuzioni piu' frequenti nella mia testa in questo periodo.
Le altre sono se, forse, perche'. 
I punti di domanda abbondano e spesso la confusione regna sovrana in una mente pervasa da valanghe di pensieri. 
In piu' ci si mette anche il mondo: un posto dove e' possibile dimostrare tutto e il contrario di tutto. 
E allora dove trovare certezza? 
In un momento della vita dove capita che dubiti persino di esistere, di quello che i miei occhi vedono o del momento o del luogo in cui mi trovo, ho trovato una risposta. 
Nel capitolo 32 del libro di Mormon il profeta Alma parla di fede, di sperare "in cose che non si vedono, ma che sono vere" (v. 21)  e che esercitando una particella di fede con il desiderio di credere ecco che "il vostro iintelletto comincia ad essere illuminato e [che]  la vostra mente comincia ad espandersi" (v.34). 
Alma si chiede: 

"Oh allora, non e' cio' reale?"  (v.35) 

E ci risponde si. 
E anche io rispondo si. 
E' qualcosa che non si vede eppure produce frutti, e' reale. 
Ed e' reale l'amore che il Padre Celeste prova per noi. 
Presidente Uchtdorf in un bellissimo discorso intitolato L'amor di Dio
l'ha definito cosi': 

"Pensate all’amore più puro e più travolgente che possiate immaginare. Ora moltiplicate questo amore all’infinito: questa è la portata dell’amore di Dio per voi."

Posso testimoniare che quando ho sentito l'amore del Padre Celeste non mi sono mai sentita piu' vera e felice. 
Quell'amore, seppur non visibile, e' la cosa piu' avvolgente, reale e tangibile che io possa provare: 
piu' vero di cio' che vedo. 
Un abbraccio. 

Eleonora


Ps Vi invito a leggere l'intero discorso di presidente Uchtdorf. 
Lo trovate qui 


Wonderful Go



21/07/16

Siete anche voi a conoscenza di un gioco che spopola in tutto il mondo e che galvanizza bambini, ragazzi e persino adulti (quelli che dentro rimangono sempre un po' bambini)?
Leggendo ancora una volta di quanto coinvolgente ed entusiasmante sia, 
ieri  sera sono uscita di casa e ci ho giocato anch'io. 
Non era ancora completamente buio quando sono stata, sicuramente tra i primi, a catturare l'immagine di una luna piena di un incantevole color giallo gruviera: valeva molto visto che, solo piu' tardi, ho realizzato che era l'anniversario in cui un uomo per la prima volta mise piede la'. Avevo catturato qualcosa di raro, senza dubbio in un gioco che potrei chiamare...... 
Supermoon Go. 
Poi, sempre camminando, i miei occhi hanno continuato ed e' stata la volta di: timide stelle, deliziose bianche campanule appena chiuse, una pigna argentea, numerosi disegni creati dalle ombre degli alberi, 
La voglia di rituffarmi in questo "gioco"
me l'hanno ispirata i bambini protagonisti dello straordinario libro  Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett. 
Eccone uno stralcio. 

"La prima mattina in cui il cielo fu di nuovo azzurro, Mary si alzò molto presto. Il sole penetrava coi suoi raggi obliqui attraverso la tenda e dava un tale senso di allegria che Mary saltò giù dal letto e corse alla finestra. Tirò su la tenda e aprì i vetri, e un'ondata di aria fresca e profumata entrò nella stanza. La brughiera era azzurra e il mondo intero sembrava percorso da qualcosa di magico. Si sentivano dappertutto piccoli suoni, teneri e flautati, come se decine di uccelli accordassero le loro voci per un concerto. Mary mise la mano fuori dalla finestra e la lasciò al sole.
- E' caldo... è caldo! - disse, - Farà crescere le puntine sempre di più, e i bulbi e le radici lavoreranno e lotteranno con tutte le loro forze sotto terra.
Si inginocchiò e si sporse fuori dalla finestra più che potè, respirando a pieni polmoni e annusando l'aria finchè non si mise a ridere ricordandosi quello che la madre di Dickon diceva del suo naso: che tremava come quello di un coniglio.
- Deve essere molto presto, - disse - le nuvole sono tutte rosa e non ho mai visto un cielo come questo. Nessuno deve essersi alzato. Non sento nemmeno gli stallieri. 
Un pensiero improvviso la fece balzare in piedi.
- Non posso aspettare! Devo andare a vedere il giardino! -
Aveva imparato a vestirsi da sola e fu pronta in cinque minuti. Conosceva una porticina che poteva aprire da sola, così corse giù per le scale con i calzni ai piedi e si mise le scarpe nella sala d'ingresso. Tolse il paletto, girò la chiave e, dopo aver aperto la porta, passò attraverso la soglia con un salto e si trovò sul prato che sembrava diventato più verde, col sole che l'inondava di luce, e i soffi dolci e caldi del vento, e i cinguettii, i trilli, i canti che uscivano da ogni cespuglio e da ogni albero. Mary battè le mani per la gioia e guardò il cielo che era così azzurro e rosa, perlaceo e bianco e inondato di luce primaverile che le sembrò di dover cinguettare e cantare anche lei e capì che anche i cardellini, i pettirossi e le allodole non potevano farne  a meno. 
Poi corse per i sentieri e i viali verso il giardino segreto."


L'entusiasmo per le cose piccole e semplici quali fiori, piantine, foglie, pettirossi, leprotti,cani, farfalle nuvole, cieli.. e' quello che un po' tutti dovremmo scoprire o ritrovare, cio' che fa godere ed apprezzare il momento in cui lo si vive. 
Vi siete mai soffermati a fissare una nuvola e realizzare che quel preciso momento e' cosi' unico perche' come la state vedendo non la rivedrete piu'? 
Vi siete mai persi nel correre "giocando" a notare queste meraviglie? 
Io si. 
E tutti possono farlo.

Non serve nessun cellulare, 
nessuna applicazione 
ed e' completamente gratuito. 
Serve una connessione: 
con se' stessi, 
con il proprio cuore, 
con la nostra natura divina,
con il cielo, 
con la meraviglia dell'essenza della vita stessa. 
Non passa mai di moda e si tramanda di generazione in generazione dall'inizio dell'umanita'. 

Potremmo chiamarlo... Wonderful go. 😉

Un sorriso

Eleonora











sabato 23 luglio 2016

La matematica dell'amore

23 luglio 2016

Ci sono leggi inconfutabili nell'universo contro cui non si puo' andare contro (gravita', dinamica, ecc). 
E come tutto anche l'amore segue la sua legge. 



L'amore non si divide. Si raddoppia.



"C'è un mondo che promette tutto ciò che potremmo desiderare, più nuovo, più radioso.
Riponiamo la nostra fede nei sogni che ci vendono: le macchine che ci risparmiano la fatica, i vestiti che rendono più affascinanti, i mobili che ci fanno stare comodi. 
Eppure l'unica cosa di cui non possiamo fare a meno non si può comprare ed è l'amore, l'amore in tutte le sue forme, prezioso, fragile e durevole. 
Il dono inestimabile che rende la nostra vita degna di essere vissuta, che ci sostiene invisibile, che non richiede compensi, che si offre in silenzio, più prezioso oro."

               Jennifer Worth

Un abbraccio
Eleonora 

mercoledì 20 luglio 2016

Un tasto per cancellare


Qualche giorno fa ho iniziato a vedere uno strano film che poi a un certo punto ho interrotto. 
La trama era improntata sulla relazione tra un uomo e una donna, una come tante, che per varie ragioni si spezza. Dopodiche' l'esplosione del dolore di lui, profondo, difficile da sostenere nel contnuo ricordo di lei, fino  a quando viene a conoscenza di un centro che utilizza una tecnica  in grado di influire sul cervello e cancellare per sempre il ricordo di qualsiasi persona si voglia. 
Cancellare una persona dalla propria memoria: come se non l'avessimo mai incontrata, come se non fosse mai esistita. Spero non si arrivi mai a questo perche' sarebbe un mondo orribile. 
In un certo senso pero', se ci pensiamo, stiamo andando in quella direzione. 
Spesso, specialmente tra i giovani, sento dire frasi del tipo: 
"L'ho cancellato dai miei contatti"
"L'ho cancellato tra i miei amici"
"Gli ho tolto l'amicizia su Facebook" 
Come se le persone potessero essere cancellate. Come se i sentimenti e i ricordi potessero essere cancellati. 
Con un tasto. 
Vorremmo poter cancellare il dolore ma non si dovrebbe perche' e' un maestro e in quanto tale ci offre lezioni da imparare e farne tesoro. E non si possono cancellare le persone. Questo non e' possibile nemmeno con i morti. 
E nessun essere umano merita di essere cancellato o dimenticato. 
Nessun figlio di Dio merita questo.
Invece dovremmo trovare dentro di noi  il tasto che premuto cancelli immediatamente le offese che riceviamo, che cancelli i rancori, le delusioni, i rimpianti, l'orgoglio, la rabbia, le ostilita', i pregiudizi, gli errori a cui abbiamo riparato e di cui ci siamo pentiti. 
E' quel tasto che dovremmo  auspicarci si crei in noi e che funzioni il piu' spesso e rapidamente possibile. 

Eleonora. 




sabato 4 giugno 2016

Domande




E mi ritrovo di nuovo a pensare. 
Pensare. Pensare. 
Al punto che mi devo dire: "Ele, smettila o il tuo cervello scoppiera'". 
Ci sono momenti in cui la vita ti mette davanti molto piu' di un segnale di stop o un semaforo rosso: ti costringe letteralmente a fermarti. E lo puo' fare con tutti e in qualsiasi modo. Dipende poi  da noi cosa farne. Questa volta e' toccato a me. E' gia' nella mia natura farmi domande ma dopo lo stop me ne sono arrivate in una quantita' tale da rimanerne completamente travolta e sommersa. Tutto questo ha generato dubbi e confusione in qualsiasi aspetto della mia vita. 
Ma perche' pormi tutte quelle domande? 
Manco di fede? 
Poi ho letto un recente discorso tenuto dalla sorella Sheri Dew intitolato Will you engage in the wrestle? (Ti impegnerai nella lotta?). 

"Miei cari amici, le domande sono una cosa buona.  Le domande sono una cosa buona se sono domande ispirate, chieste con fede e chieste da fonti credibili dove lo Spirito guidera' e confermera' la risposta. (......) 
Le domande non solo sono una cosa buona, sono vitali, perche' la lotta spirituale che ne deriva porta alle risposte, alla conoscenza e alla rivelazione. E porta anche a una fede piu' grande. (.....)
Dubitare non e' sinonimo di farsi domande. Dubitare e' rigettare la verita' e la fede. (....) 
Quando le domande sorgono o quando le benedizioni rimangono irrealizzate, non indicano che non hai una testimonianza o che il Vangelo non e' vero. Sono un invito per te a crescere spiritualmente.  (...)
Ma le domande, specialmente quelle difficili, ci spingono ad impegnarci in una lotta spirituale cosi' che il Signore puo' condurci. Senza il vecchio semplice lavoro spirituale, anche il Signore non puo' farci crescere. (...)
Crescere spiritualmente e ricevere risposte alle nostre domande dipende dalla nostra abilita' di sentire, udire e capire i sussurri dello Spirito. 
Vale la pena impegnarsi in una lotta spirituale per imparare a ricevere rivelazioni personali perche' noi possiamo sapere cosa e' vero soltanto quando lo Spirito porta testimonianza nei nostri cuori e nelle nostre menti come solo lo Spirito sa fare. (....) 
E presidente Henry B. Eyring ha aggiunto: "Noi tutti sappiamo che il giudizio umano e il pensiero logico non saranno sufficienti a ricevere le risposte che contano di piu' nella vita. Abbiamo bisogno di rivelazione da Dio...
Non abbiamo bisogno solo di un lampo di luce o di conforto, ma la continua benedizione  della comunicazione con Dio.  Ogni cercatore di verita' membro della chiesa puo' e dovrebbe ricevere rivelazione per la propria vita." (....)
I cercatori (di verita') hanno sicure abitudini che sono la chiave per imparare a comunicare con Dio. 


Il mio Padre Celeste ha voluto fermarmi perche' mi facessi altre domande, domande che non avranno risposta a tutte, ma che solo per il fatto di essermele poste mi faranno crescere spiritualmente indicandomi il percorso migliore per me (e non secondo me) che oggi ancora non comprendo e non vedo. 
Per ora so solo che non smettero' di farmi buone domande. 
E intanto estendo a tutti l'invito di sorella Dew. 

"Vi invito a decidere oggi di pagare il prezzo di lottare con domande difficili, di diventare per tutta la vita cercatori della verita', di imparare a parlare la lingua del Signore e ricevere una testimonianza di Gesu' Cristo e della Restaurazione del Suo vangelo."

Io in questo ci credo. 
Un abbraccio. 

Eleonora :) 

Ps Questo e' il link per leggervi l'intero discorso (in inglese) di sorella Dew. 



Photocredit by www.aforisticamente.com