lunedì 13 maggio 2024

La marmellata del 13


13 maggio 2021


È un numero dispari.
È un numero difettivo.🩹
È il sesto numero primo, dopo l'11 e prima del 17.
È un numero primo troncabile a sinistra. 🎋
È il settimo numero della successione di Fibonacci, dopo l'8 e prima del 21.
È un numero quadrato centrato.⏹️
È un numero stellato.🤩
È il quinto termine della successione di Mian-Chowla.⚽
È un numero idoneo.
È un numero felice.🥳
È un numero fortunato.🍀
È un numero di Ulam.
È un primo permutabile con 31.
È il maggiore limite inferiore conosciuto che risolve il Problema di Graham.
È un numero omirp.🙄
È parte delle terne pitagoriche (5, 12, 13), (13, 84, 85).🥱
È un numero a cifra ripetuta nel sistema di numerazione posizionale a base 3 (111) e in quello a base 12 (11).🥱
È un numero intero privo di quadrati.
È un numero congruente.

Nella Cabala 

Il significato del numero Tredici può essere inteso sia in senso positivo che negativo: infatti, il Tredici, è numero detto aritmico che rompendo la legge dell’equilibrio e della continuità. Il 13 indica, quindi, un cambiamento drastico che può essere sia in positivo che in negativo, così come la morte va interpretata come morte alchemica, morire a se stessi per poi rinascere, come nei riti iniziatici.


Ma siccome ho letto anche che

- il numero 13 indica che probabilmente hai attraversato alcune difficoltà e gli angeli ti stanno incoraggiando a credere che presto tutto andrà bene.

Ti stanno guidando a credere nella possibilità di trasformare i tuoi problemi e le tue ferite, in qualcosa di buono che ti aiuterà ad andare avanti nella tua vita.-

io ho un motto: 

"Se porta a qualcosa di buono, credici" 




venerdì 29 marzo 2024

Brava Donna

29 marzo 2024


Dopo i Beatles sono grata a un' altra grande artista che ha avuto  una notevole influenza musicale già dalla mia infanzia.
Suona strano perché lei non è propriamente ricordata e conosciuta (almeno qui in Italia) per il suo vasto repertorio ma giusto quella parte che l'ha portata in cime alle classifiche e che le si è poi appiccicato come un marchio. 
Lei è Donna Summer, la disco dance anni 70: ditemi che non l'avete pensato subito anche voi.
Ma io che l'ho seguita, in particolar modo dopo quel periodo, posso affermare di aver provato in molte sue canzoni una grande profondità e spiritualità ritrovata. Conferma ne ho avuta dopo aver visto il documentario che una delle sue figlie ha prodotto in cui ne emergono momenti bui superati  con la fede.
Una delle mie preferite è tratta dall'album She works hard for the Money. Parole e musica sono toccanti.
Il titolo è Forgive me (Perdonami)

Perdonami /Forgive me

Ogni giorno ti do un motivo per piangere
Every day I give you a reason to cry

Vedo il dolore nei tuoi occhi
I see the hurt in your eyes

Ma più forte ancora
But stronger yet

Vedo l'amore che risplende
I see the love that shines
Aiutami a imparare ad assumere la tua natura
Help me learn to take on the nature of you

E amo più di quanto accuso
And love more than I accuse

E perdona gli altri come mi hai insegnato tu
And pardon others like you taught me to
Perché succede qualcosa nel mio cuore
'Cause something happens inside my heart

Signore, quando obbedisco
Lord, when I obey

Succede qualcosa nel mio cuore
Something happens inside my heart

Ogni volta che prego
Every time I pray
Perdonami
Forgive me

Mentre imparo a perdonare
As I learn how to forgive

Quelli che mi hanno spezzato il cuore
The ones who broke my heart

Il modo in cui ho rotto il tuo
The way I've broken yours
Perdonami
Forgive me

Mentre imparo a perdonare
As I learn how to forgive

E raggiungere il dolore
And reach out through the pain

E toccare con mani di grazia
And touch with hands of grace
Come hai pregato per coloro che ti hanno crocifisso
As you prayed for those who crucified you

"Perdona, non sanno quello che fanno"
"Forgive, they don't know what they do"

La compassione si estese a un mondo confuso
Compassion reched out to a world confused
Aiutami a imparare a benedire coloro che mi perseguitano
Help me learn to bless those who persecute me

E prega per i miei nemici
And pray for my enemies

E mostra loro misericordia come hai mostrato a me
And show them mercy like you've shown to me
Perché succede qualcosa nel mio cuore
'Cause something happens inside my heart

Signore, quando obbedisco
Lord, when I obey

Succede qualcosa nel mio cuore
Something happens inside my heart

Ogni volta che prego
Every time I pray
Perdonami
Forgive me

Mentre imparo a perdonare
As I learn how to forgive

Quelli che mi hanno spezzato il cuore
The ones who broke my heart

Il modo in cui ho rotto il tuo
The way I've broken yours
Perdonami
Forgive me

Mentre imparo a perdonare
As I learn how to forgive

E raggiungere il dolore
And reach out through the pain

E toccare con mani di grazia
And touch with hands of grace
Perdonami
Forgive me

Mentre imparo a perdonare
As I learn how to forgive

Quelli che mi hanno spezzato il cuore
The ones who broke my heart

Il modo in cui ho rotto il tuo
The way I've broken yours

Perdonami
Forgive me
Mentre imparo a perdonare
As I learn how to forgive

E raggiungere il dolore
And reach out through the pain

E toccare con mani di grazia
And touch with hands of grace

Perdonami
Forgive me

Riascoltando queste note e rimmergendomi nel suo significato non ho potuto fare a meno di ripensare, vista anche la vicinanza con la Pasqua, al meraviglioso dono dell' Espiazione di Gesù Cristo, dono che è per tutti. 
A tal proposito ringrazio il mio amico Marco che in un discorso ha condiviso alcune parole preziose di anz. Holland che hanno toccato il mio cuore e quello di molti altri.
Grazie Marco! 

"..a prescindere da quanto tardi pensiate che sia, da quante opportunità pensiate di aver perso, da quanti errori sentiate di aver commesso, o da quanti talenti pensiate di non avere, o da quanto sentiate di essere lontani da casa, dalla famiglia e da Dio, vi attesto che non vi siete allontanati oltre la portata dell’amore divino. È impossibile per voi affondare così profondamente da non poter essere raggiunti dall’infinita luce dell’Espiazione di Cristo."

Jeffrey R. Holland
I lavoratori della vigna 
Aprile 2012


Un abbraccio
Eleonora 



martedì 12 marzo 2024

Perle da una levatrice


12 marzo 2024

"Possiamo decidere di essere felici e fare molto con poco, abbracciare il calore dei nostri giorni ordinari.
La vita si svolge come un mistero.
È un'impresa di cui non si può prevedere l'esito.
Non otteniamo quello che ci aspettiamo, inciampiamo nelle crepe, ci troviamo davanti all'imperfezione, i legami sono messi alla prova e rafforzati
e i nostri paesaggi si trasformano in sole e in ombra.
C'è la luce. C'è davvero, cercatela, cercatela. Brilla alle vostre spalle. C'era la luce dove siete stati una volta e c'è la luce dove siete ora. Ci sarà la luce anche dove andrete di nuovo."

Jennifer Worth, nata Jennifer Lee (Clacton-on-Sea, 25 settembre 1935 – 31 maggio 2011), è stata un'infermiera, musicista e scrittrice britannica. Ha scritto romanzi autobiografici sul suo lavoro di levatrice nel quartiere londinese di East End negli anni 1950.
A lei è stata ispirata la serie della BBC Call the midwife. 
La stupenda perla che ho condiviso viene citata alla fine dell' episodio 3 della stagione 8.


Un abbraccio
Eleonora 



#JenniferWorth #Callthemidwife

martedì 30 maggio 2023

Parentesi



Se sapete cos'è un'equazione e come si risolve allora conoscete anche il significato di una parentesi quando la incontrate.
Sono degli spazi che esigono la priorità. Se non si tiene conto delle parentesi il risultato finale è compromesso.
Non possiamo quindi ottenere il risultato aspettato  se le ignoriamo.
Anche noi pur non essendo equazioni ma esseri umani abbiamo assolutamente bisogno delle nostre parentesi: luoghi, momenti che dobbiamo concederci e ritagliarci senza ignorare fanno parte delle priorità.
O a lungo andare il risultato non ci piacerà. 

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore. 

(Italo Calvino - Underforty)


Prenditi tempo per pensare,
perché questa è la vera forza dell’uomo.
Prenditi tempo per leggere,
perché questa è la vera base della saggezza.
Prenditi tempo per pregare,
perché questo è il maggior potere sulla terra.
Prenditi tempo per ridere,
perché il riso è la musica dell’anima.
Prenditi tempo per donare,
perché il giorno è troppo corto per essere egoisti.
Prenditi tempo per amare ed essere amato,
è il privilegio dato da Dio.
Prenditi tempo per essere amabile,
questo è il cammino della felicità.
Prenditi tempo per vivere!

(Pablo Neruda)

Un abbraccio
Eleonora






lunedì 29 maggio 2023

Pentole, acqua e metafore


27 maggio 2023

Oggi ho sentito menzionare alla radio questo proverbio:

Acqua guardata non bolle.

Proprio cosi, vero?
Attribuisco più significati a questo detto ma sicuramente mi fa pensare alla me stessa attuale.
Si, mi vedo guardare la pentola aspettando che l'acqua bolla.
Sono lì, in piedi, stanca, davanti alla pentola sul fuoco e il tempo sembra non passare mai.
Sembra non succedere nulla.
Che ogni mio sforzo sia vano.
Eppure per una legge fisica il punto di bollitura prima o poi dovrà arrivare.
Metaforicamente credo che nelle nostre vite a volte succede di trovarci in momenti di stallo.
Non dovremmo vergognarci nell'ammettere di trovarci in difficoltà. Tutti aspettiamo che prima o poi la nostra acqua bolla.
Che succeda o no (potrebbe anche spegnersi il gas..) l'importante è cosa facciamo, come reagiamo nell'attesa.
Ecco qualche parola di conforto.


..dobbiamo sapere che non siamo vittime inermi delle circostanze. Il mondo cerca di dirci che è vero il contrario: le imperfezioni nei nostri genitori o i difetti genetici ci vengono proposti come motivo per esonerarci dalla responsabilità personale. Ma per quanto difficili possano essere le circostanze, esse non ci esonerano dalla responsabilità delle nostre azioni o della nostra inerzia. Nefi aveva ragione. Dio non dà nessun comandamento ai figli degli uomini senza preparare la via per la quale essi possono obbedire. Per quanto difficile possa essere la nostra situazione, possiamo pentirci.

Non rimandate
Henry B. Eyring
Ottobre 1999

L’eroismo è umile, silenzioso e impavido. L’eroismo è il coraggio di compiere piccoli passi per servire e amare gli altri, anche nei momenti di grande stanchezza, di incertezza o di apatia. L’eroismo è forgiato in piccoli modi, poiché “mediante cose piccole e semplici si avverano grandi cose” (Alma 37:6).
Anche se la luce del nostro eroismo personale potrebbe avere un raggio di azione in apparenza breve, è stando insieme che la luce dell’amore di Cristo può raggiungere ogni angolo del mondo.

L’influenza eroica di donne rette Jocelyn Turley


PS. Un consiglio: con  l'acqua che  bolle cuociamo dei buoni spaghetti e condiamoli come più ci piace. Condividiamoli con chi amiamo e concediamoci un po' di gioia.
Buon appetito
Eleonora 




domenica 12 marzo 2023

Spotify e la Creazione

Guardavo in questi giorni una serie su Netflix che vorrebbe ripercorrere le tappe della nascita e del successo di Spotify e dei suoi fondatori visto da differenti punti di vista.
Romanzata o meno, credibile o no, all'Interno della serie si affrontano molti temi come l'etica, l'onestà intellettuale, il riconoscimento economico degli artisti, il potere delle case discografiche, la ripartizione ingiusta dei guadagni, il poter usufruire di un servizio streaming di musica che era nato per rimanere gratuito ma di fatto non lo è, il potere dannoso in mano a pochi che fa perdere anche sé stessi e tanti altri argomenti su cui riflettere.
Poi oggi sono andata nel bosco a fare una passeggiata con mio marito e il nostro cane.
E mentre a un certo punto ci siamo ritrovati fermi in un prato a respirare la pace del luogo..
ecco che parte la riproduzione casuale della mia playlist più bella di sempre.
Questi alcuni brani.

1. Silenzio
2. Uccellini
3. Brezza tra le fronde
4. Uccellini
5. Silenzio

In tutto questo nessuno ha chiesto royalties.
No merchandising.
Nessuna preoccupazione di violazione sulle leggi di Copyright.
Nessuna startup per accaparrarsi fette di mercato.
Solo la Creazione.
La pura, meravigliosa e semplice Creazione che ti da senza chiedere nulla e che dovremmo preservare, rispettare e onorare.
Magari con un coro..di ringraziamenti.

Fratelli e sorelle, le nostre interazioni con le bellezze della natura che ci circondano possono produrre alcune delle esperienze più edificanti e piacevoli della vita.
...
Queste meravigliose creazioni sono state preparate interamente per il nostro beneficio e sono una prova vivente dell’amore che il Creatore ha per i Suoi figli

(La nostra intendenza terrena Vescovo Gérald Caussé,
Ottobre 2022)

Un abbraccio
Eleonora

lunedì 13 febbraio 2023

Il terzo giorno



Navigando attraverso lo Stretto di Gibilterra.
Il mare è increspato, spaventoso e grandioso nella sua maestosità e imponenza che ti sconquassa l'anima come solo le creazioni di Dio possono fare.

Poi Dio disse: “Le acque che sono sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo, e appaia l’asciutto”. E così fu.  E Dio chiamò l’asciutto “terra”, e chiamò la raccolta delle acque “mari”. E Dio vide che questo era buono.
Genesi  1:9-10

Credo che Dio abbia creato il mare non solo per navigare ma perché potessimo immergerci i nostri pensieri e non solo i nostri corpi o le nostre reti da pesca. 
C'è l'ha creato perché sia un maestro da cui imparare, un ostacolo da affrontare, un piacere di cui beneficiare.
Tutto nella Sua incomparabile bontà è stato creato per noi, Suoi figli imperfetti.
E tutto grida la Sua gloria.
Grazie.

I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l'opera delle sue mani.
Salmi 19

giovedì 9 febbraio 2023

Etichette

9 febbraio 2023

La mia figlia maggiore è definita ADHD e altri due dei miei figli lo sono come DSA. Io sono riconosciuta come LDS. 
Ma quante etichette ci attacchiamo e attacchiamo?
(tipo LGBTQRSTUVZ...🙄)
Ma soprattutto: quante volte ci fermiamo solo, senza andare oltre, davanti a quelle?

"Le etichette possono essere divertenti e indicare il tuo supporto per innumerevoli cose positive.
Ma nel momento in cui qualche etichetta sostituisce i modi più importanti per definire, i risultati possono essere spiritualmente soffocanti.
Io credo che se il Signore vi parlasse direttamente, la prima cosa che Lui farebbe è che voi capiste la vostra vera identità. 
Miei cari amici, 
voi siete letteralmente figli in spirito di Dio.
Nessun modo di definire dovrebbe scostarsi, sostituire o avere la priorità su queste tre designazioni durevoli:

Figlio di Dio
Figlio dell' alleanza
Discepolo di Gesù Cristo

Qualsiasi modo di definire non compatibile con queste tre designazioni di base vi deluderà.
Non sbagliate: 
il vostro potenziale è divino.
Con la vostra diligente ricerca Dio vi darà scorci di chi potrai diventare."

Presidente Russel M. Nelson




"Vi chiedo di avere il coraggio di astenervi dal giudicare e dal criticare chi vi sta intorno, e di avere il coraggio di assicurarvi che tutti siano inclusi e si sentano amati e considerati."

Un grande abbraccio

Eleonora 

Presidente  Thomas Monson


Come Dio parla

In che lingua parla Dio.
Forse sono corsa troppo.
Mi scuso.
Si, perché la prima questione per moltissimi dovrebbe partire da
- Dio parla?-
e  -A chi parla?-
Io posso portare la mia personale testimonianza che sì, Dio parla.
Non ha mai smesso di farlo.
E lo fa assolutamente con tutti, soprattutto con coloro che lo cercano con tutto il cuore.
E se parla come lo fa?

Poiché la mia anima si diletta nella semplicità; poiché in questa maniera il Signore Iddio opera fra i figlioli degli uomini. Poiché il Signore Iddio dà luce all’intelletto; poiché egli parla agli uomini secondo il loro linguaggio, perché comprendano» (2 Nefi 31:3).


Agli uomini secondo il LORO linguaggio.
E la varietà dei linguaggi usati dal Signore è infinita.

Condivido un'esperienza raccontata da anziano Bednar in un suo discorso del 2005.

"Oggi vorrei descrivere e parlare di un’impressione spirituale che durante la sessione di domenica mattina della conferenza generale di ottobre ricevetti qualche attimo prima di portarmi a questo pulpito. L’anziano Dieter F. Uchtdorf aveva appena finito di parlare e aveva dichiarato la sua possente testimonianza del Salvatore. Ci alzammo poi tutti insieme per cantare l’inno d’intermezzo che aveva annunciato in precedenza il presidente Gordon B. Hinckley. Quella mattina l’inno d’intermezzo era «O Re d’Israele» (Inni, 6).
   Ora, la musica per le varie sessioni della conferenza era stata decisa con molto anticipo e, ovviamente, molto prima della mia nuova chiamata. Se, tuttavia, mi fosse stato chiesto di suggerire un inno d’intermezzo per quella sessione particolare, ossia un inno che sarebbe stato per me e la congregazione edificante e spiritualmente di sostegno prima del mio primo discorso in questo Centro delle conferenze, avrei scelto il mio inno preferito: «O Re d’Israele». Mentre cantavo con voi questo inno toccante sulla Restaurazione, le lacrime m’inondarono gli occhi.
   Quasi alla fine dell’inno, mi venne in mente questo versetto del Libro di Mormon: «Ma ecco, io, Nefi, vi mostrerò che la tenera misericordia del Signore è su tutti coloro che egli ha scelto, a motivo della loro fede, per renderli potenti, finanche al potere di liberazione» (1 Nefi 1:20).
   La mia mente fu immediatamente attratta dall’espressione di Nefi «la tenera misericordia del Signore», e in quel momento preciso seppi che ero oggetto di tale tenera misericordia. Attraverso un inno scelto settimane prima, un amorevole Salvatore mi stava inviando un messaggio personale, nel momento in cui più avevo bisogno di sostegno e rassicurazione. Alcuni potrebbero considerare questo fatto una coincidenza fortuita, ma io vi porto testimonianza che la tenera misericordia del Signore è reale e non è frutto del caso o delle coincidenze. 
.........

il Signore adatta «i suoi atti di misericordia alla situazione dei figlioli degli uomini» (DeA 46:15).

(da La tenera misericordia del Signore
Anz Bednar  conferenza generale aprile 2005)

Testimonio che il Signore riesce ad arrivare a noi in modi umanamente inimmaginabili.
Conoscendomi meglio di quanto io stessa mi conosca a me risponde a volte anche in modo poetico e divertente. 
Una volta in cui ero in grave difficoltà mi chiedevo se fosse stato giusto andare o no in un luogo preciso.
 Ecco cosa mi sono trovata davanti.😉

Un abbraccio
Eleonora 








Le tempeste e la musica


29 novembre 2017

Letto questo dalla pagina di oggi dal libro Streams in the desert.
Voglio condividerlo con tutti ma lo dedico specialmente alla mia amica  tedesca Sylvia.




Or ogni disciplina sembra, è vero, per il presente non esser causa d’allegrezza, ma di tristizia; però rende poi un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati per essa esercitati.
(Ebrei 12:11)

C'è una leggenda che racconta di un barone tedesco che, nel suo castello sul Reno, tese dei fili nell'aria da torre a torre in modo che il vento potesse trattarli come un'arpa a vento e quindi creare musica mentre li attraversava. Tuttavia, mentre le dolci brezze turbinavano intorno al castello, non nacque alcuna musica.
Una notte, tuttavia, si levò un violento temporale e la collina dove sorgeva il castello fu colpita dalla furia del vento violento, e l'arpa del vento riempì l'aria di melodie che risuonavano anche al di sopra del rumore della tempesta. C'era voluta una violenta tempesta per produrre la musica.

Non abbiamo tutti conosciuto persone le cui vite non hanno mai prodotto alcuna musica piacevole durante i loro giorni di calma prosperità ma che, quando venti feroci hanno soffiato attraverso le loro vite, ci hanno stupito per il potere e la bellezza della loro musica?

Pioggia, pioggia
Battendo contro il vetro!
Come si riversa all'infinito
Fuori porta
Dal cielo oscurato
Mi chiedo perché!
Fiori, fiori,
Nascere dopo le docce,
Fioritura fresca e bella,
Ovunque!
Dio ora ha spiegato
Perché ha piovuto!

Si può sempre contare su Dio per rendere il "dopo" delle difficoltà mille volte più ricco e migliore del presente, se le superiamo correttamente.
Nessuna disciplina sembra piacevole in quel momento... Più tardi, però, essa produce un raccolto di giustizia e di pace" (Ebrei 12:11)
Che frutti!

Un abbraccio
Eleonora


Steven Sharp Nelson
Photocredit by www.thepianoguys.com



lunedì 9 gennaio 2023

Meglio un nuovo oggi

Diverse circostanze mi spingerebbero a pensare che questo nuovo anno facile non lo sia per nulla. 
Propositi di avere fede, essere coraggiosa, forte? 
In realtà non mi serve concentrarmi su un futuro che non conosco facendo congetture per poi lasciarmi sopraffare.
E non mi serve sedermi su un passato che non posso cambiare e che mi può scoraggiare.
Così, tenuto presente che il mio focus principale è il Cielo, prego perché la mia parola sia OGGI.
A ogni giorno il suo male.
Ma anche a ogni giorno: come lo risolvo?
Ma anche a ogni giorno la sua gioia, il suo piacere di vivere.
Ma anche a ogni giorno più grazie e più amore per chi mi sta intorno a cominciare dalla mia famiglia.
Meglio dunque un nuovo oggi che mille propositi domani.

Un abbraccio

Eleonora 

"Il passato è dietro di voi, imparate da esso; il futuro è davanti a voi, preparatevi per esso; il presente è qui, vivete in esso”.

   Presidente Thomas S. Monson



                
     

sabato 3 dicembre 2022

Perché a Natale



Perché il periodo di Natale è così  particolare, unico, intenso e intriso di sentimenti?
Perché proprio Natale scatena il mondo diviso da un parte in consumismo sfrenato, esteriorità e dall'altra in altruismo, gentilezza, carità ed empatia?
Perché a Natale si acuisce il senso della famiglia, della vicinanza ai propri cari  e per contro anche il senso di solitudine?
Perché a Natale si celebra la nascita di Cristo.
Non esiste altra ragione.
Alla domanda:
-Come si fa a credere?-
Da parte mia rispondo:
-Come si fa a non credere?-
L'eco di quell'avvenimento,  di ben oltre duemila anni ormai, è ancora così potente da saper scuotere all'ennesima potenza ogni cuore disposto a farsi scuotere.
Dunque cari cuori, lasciatevi scuotere.
Non abbiate timore.
Spalancate la porta al Suo amore.
Tutti ve lo meritate.

Un abbraccio sotto il vischio.
Eleonora ❤️

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mercoledì 14 settembre 2022

Cose


14 settembre 2022


Che giornata internazionale era ieri? Ogni giorno ce n'è una, per tutti i gusti. 
Ieri era quella dei lasciti, cioè di quello che si lascia in eredità.
Durante la mattinata mi sono fatta due sane risate sentendo alla radio gli ascoltatori che, dato il tema, raccontavano che dopo la dipartita di zii piuttosto che nonni ecc. avevano trovato scrupolosamente conservate le cose più assurde.
Si ride. Ma anche si riflette.
Con quella di mia suocera, scomparsa da poco più di un mese, è la quarta casa che aiuto a sgomberare negli ultimi anni.
Garantisco che il dover "smantellare" un'abitazione, nel momento che chi la occupava ora è dall'altra parte del velo, mi ha insegnato e "segnato" tantissimo.
Ricordo la casa degli zii della mia amica Paola: traboccante di oggetti, oggettini, chincaglierie accumulate negli anni nei loro numerosi viaggi. Chissà cosa ricordava loro ognuno di quelli. 
Una vita intera in una casa.

Com'è possibile vivere senza le cose che sono la nostra vita? Spogli del nostro passato non ci riconosciamo. Fa niente, non c'è posto, bisogna lasciarlo.

da Furore
John Steinbeck

Ma senza aver potuto sfortunatamente avere avuto figli, la maggior parte di tutto quello è andato "svenduto" al primo venuto. E se ci pensiamo non sarà molto diverso anche per noi.
Quella cosa materiale a cui siamo tanto affezionati o è magari particolarmente legata a un ricordo per noi prezioso, per altri può non valere assolutamente nulla.
Nota bene: in quella casa tutto ciò che era d'oro era già stato fatto opportunatamente sparire da nipoti che ne rivendicavano il "valore affettivo".
(Mi chiedo chissà perché per ricordarsi di qualcuno molti  abbiamo proprio bisogno di un suo oggetto d'oro 🤣🤣🤣, ma sicuramente anche voi è capitato di assistere a questa triste realtà).
Poi nel 2020 i miei genitori.
Persi entrambe a distanza di cinque mesi, dover sgomberare la casa dove sono cresciuta controllando un miliardo di oggetti uno ad uno: aldilà della fatica un viaggio emotivo notevole.
La vita insegna che si può accumulare ricchezza da un giorno all'altro o viceversa perdere tutto in un attimo (basti pensare ai romanzi di Dickens o Twain).
Sulla terra un euro vale meno di un milione. Ovvio.
Ma in cielo il valore intrinseco delle cose è totalmente diverso.
In cielo, non lo dimentichiamo, possono pesare le intenzioni tanto quanto le azioni.


21 Ed ora, se Dio, che vi ha creato, dal quale dipendete per la vostra vita e per tutto ciò che avete e che siete, vi accorda qualsiasi cosa chiediate che sia giusta, con fede e credendo che riceverete, oh, quanto più dovreste voi impartire gli uni agli altri le sostanze che avete! 22 E se voi giudicate l’uomo che vi rivolge la sua supplica, chiedendo delle vostre sostanze per non perire, e lo condannate, quanto più giusta sarà la vostra condanna per aver trattenuto le vostre sostanze, che non appartengono a voi ma a Dio, a Cui appartiene anche la vostra vita; e tuttavia voi non gli rivolgete alcuna supplica, né vi pentite di quel che avete fatto. 23 Io vi dico: Guai a quell’uomo, poiché le sue sostanze periranno con lui; ed ora io dico queste cose a coloro che sono ricchi per quanto riguarda le cose di questo mondo. 24 E di nuovo io dico ai poveri, a voi che non avete, e tuttavia avete il necessario per sopravvivere di giorno in giorno; intendo voi tutti che rifiutate ai mendicanti perché non avete; vorrei che diceste in cuor vostro: Non do perché non ho, ma se avessi darei.

(Mosia 4)



L’ammonimento di istituire «una casa di preghiera, una casa di digiuno, una casa di fede, una casa d’istruzione, una casa di gloria, una casa d’ordine, una casa di Dio» ci offre una visione divina del tipo di casa che il Signore vorrebbe che edificassimo. Facendo queste cose diamo inizio alla costruzione di una «dimora spirituale» in cui tutti possono risiedere, a prescindere dalle condizioni materiali—una casa che custodisce un tesoro che «né tignola né ruggine consumano».

(Sacre case, sacri templi 
Gary E. Stevenson
Aprile 2009)

19 Non ammassatevi tesori sulla terra, dove i vermi e la ruggine guastano, e i ladri penetrano e rubano; 20 Ma ammassatevi tesori in cielo, dove né vermi né ruggine guastano e dove i ladri non penetrano né rubano

(3 Nefi 13)

E poiché siamo umani e quindi imperfetti e bisognosi di rinfrescare continuamente la nostra memoria così come il nostro stato spirituale, aiutiamoci per lo meno ad avere nelle nostre case ciò che ci riporti alla mente la serenità che solo il Padre Celeste ci può dare.
Preservare le cose si, ma senza ostinarsi a possederle.



Un abbraccio
Eleonora 

PS   Socrate nella sua tunica logora al mercato:
"Quante cose che non mi servono"
Ahahah




sabato 1 maggio 2021

Parole




1 Maggio 2021

Direi che ognuno ha un proprio vocabolario.
Che non dipende essenzialmente dalla propria formazione culturale ma anche da altri molteplici fattori.
Nel mio personale vocabolario dell'anima ci sono ad esempio diverse classificazioni di parole.

Parole che non sopporto

BUROCRAZIA
SUPERFICIALITÀ
INCOERENZA
VOLGARITÀ
TACCAGNERIA
SPOCCHIOSITÀ
FACILONERIA

Parole che non compaiono nel mio vocabolario

COINCIDENZA 
(cos' è? Mai esistita)

Parole che amo

SERENDIPITÀ
EMPATIA
COMPASSIONE
PERDONO
PACE
UNIONE
SOLIDARIETÀ ecc

Ma ci sono anche 

Frasi che mi lasciano tra il perplesso e lo sbellicamento più assurdo

Tipo:

"Il mio difetto è che sono troppo buono."
(A parte che essere buoni NON è un difetto, ma chi l'ha conosciuto qualcuno che abbia ecceduto nella bontà? 🤣🤣)

"Sono bravissimo. Ma se mi toccano.."
(E allora quanto bravissimo sei?🤣🤣)

"Dico sempre quello che penso."
(E allora pensi veramente poco 🤣🤣)

"Le parole sono importanti!!" urlava Nanni Moretti nel suo film Palombella rossa.

Ma scherzi a parte 
di parole, serie e ispirate, ci ha parlato anziano Ronald A. Rasband nell' ultima conferenza generale di questo aprile 2024.

"I messaggi da questo pulpito sono veicolati a parole.
I messaggi in lingua inglese sono tradotti in circa cento lingue diverse. 
La base è sempre la stessa: le parole.
E le parole contano tanto.
Permettetemi di ripeterlo: le parole contano tanto.
Sono il fondamento del nostro modo di relazionarci, rappresentano le nostre convinzioni, la nostra morale e le nostre prospettive.
A volte parliamo. A volte ascoltiamo.
Le parole creano l'atmosfera, danno voce ai nostri pensieri, ai nostri sentimenti e alle nostre esperienze, nel bene e nel male.
Purtroppo le parole possono essere inopportune, affrettate e offensive. Una volta dette non possiamo ritirarle. 
Possono ferire, punire, abbattere e persino portare ad azioni distruttive. Possono pesare molto su di noi. 
D'altro canto le parole possono celebrare una vittoria, essere fonte di speranza e incoraggiamento, possono indurci a riconsiderare le cose, a ricominciare a cambiare rotta. Le parole possono aprire la nostra mente alla verità.
Questo è il motivo per cui sopra ogni altra cosa le parole del Signore contano.
....
Di estrema importanza sono le nostre parole. In questo mondo di emoji le nostre parole contano.
Le nostre parole possono essere di sostegno o di rabbia, gioiose o cattive, compassionevoli o di disprezzo. Nella foga del momento le parole possono pungere e penetrare dolorosamente nella nostra anima e rimanerci.
Le nostre parole su Internet, nei messaggi, sui social media o nei tweet prendono una vita propria.
Quindi fate attenzione a ciò che dite e a come lo dite."

Un abbraccio
Eleonora 

giovedì 29 aprile 2021

Radio Gloria


Siete anche voi di quelli che mal sopportano i gruppi WhatsApp?
Se ne creano di ogni tipo e magari ci ritroviamo dentro nostro malgrado.
Ma io non sono qui a scrivere di quelli da cui vorremmo uscire o in cui vorremmo fare a meno di starci.
Scrivo di un gruppo numeroso a cui appartengo che si chiama
Le ragazze della SdS. (?)
(N.d.R: SdS sta per Società di Soccorso, un'organizzazione mondiale al femminile de La Chiesa di Gesù Cristo, il cui motto è
 La carità non verrà mai meno)
In questo nostro gruppo WhatsApp ci si scambia saluti, informazioni, richieste, consigli, auguri, incoraggiamento, sostegno, ecc..
Seppure siamo numerose lo stile di ognuna è unico ed inimitabile.
Ogni sorella nel gruppo mette la sua personalità ed il suo stile utilizzando i talenti con cui il Signore le ha benedette. 
Ce n'è una in particolare, moooolto particolare, che si chiama Gloria e ha scelto di lasciarci un messaggio audio ogni mattina.
La sua voce ci dà il buongiorno, ci saluta, ci racconta la sua benedizione del momento, ci rallegra, ci stupisce, ci sprona, ci apre il suo cuore.
Tutto in pochi minuti.
Ma quei pochi ma intensi minuti giorno dopo giorno sono diventati così preziosi che se
 la nostra "Radio Gloria", come oggi, tarda, tutte noi ci preoccupiamo.
Eccone un assaggio.



Sarebbe un bel podcast da condividere, vero?
PS. Gloria lo so che dirai: 
- Cusa l'è un podcast? 
(Trad. Cos'è un podcast?)
Ahahahahah


Dunque un abbraccio alla
nostra Radio Gloria.
Sei unica, inimitabile e ti vogliamo bene!! 

Eleonora & sorelle


lunedì 26 aprile 2021

Un nome cantato

Eleonora.
Quando ero una bambina il mio nome non mi piaceva granché.
Tranne per il fatto che in quegli anni non era molto diffuso, era particolare, non comune.
A casa venivo (e tuttora vengo) chiamata Ele ma soprattutto Leo, da Leonora. 
Perché Leonora se io mi chiamo Eleonora? 
Poi ho scoperto perché questo nome è stato scelto per me. 
Ho sempre saputo che sul nome per una figlia i miei genitori non avevano mai avuto dubbi, che mio padre aspettava una Eleonora. Punto.
Quando ho chiesto da dove l'avessero scelto mi è sempre stato risposto:
da un'opera lirica.
Niente di più normale.
I miei hanno sempre adorato la lirica.
Specialmente mio padre e la sua famiglia che oltretutto sapevano cantarne le arie.
Solo recentemente con la scomparsa dei miei ho fatto ulteriori scoperte.
Ecco la storia.
Mio padre aveva circa tredici anni quando andò la prima volta ad assistere ad uno spettacolo all'Arena di Verona. Quella sera in cartellone c'era Il Trovatore di Giuseppe Verdi.
Mio padre rimase letteralmente folgorato tanto che divenne la sua opera preferita. 
E quando sentì cantare il nome Leonora, la protagonista, decise lì che se avesse avuto una figlia l'avrebbe chiamata così.
Grazie a Giuseppe Verdi il mio nome è entrato nel cuore di mio padre quando ancora era un ragazzino.
Mi ricorda quel dolce sussurro.
Quella volta è stato cantato. 
Questa è la storia del mio nome.
Un nome che il mio padre terreno mi ha dato. 
E che il Padre Celeste conosce bene.
Come quello di ognuno di noi.



"Sapevate che il Padre celeste vi conosce personalmente, per nome? Le Scritture ci insegnano che questo è vero....
Forse non avrete sentito il Signore chiamarvi per nome, ma Egli conosce ciascuna di voi e sa il vostro nome. L’anziano Neal A. Maxwell disse: «Fratelli, so che Dio vi conosce singolarmente da tanto, tanto tempo (vedere DeA 93:23). Egli vi ama da tanto, tanto tempo. Egli non solo conosce il nome di tutte le stelle (vedere Salmi 147:4; Isaia 40:26), ma conosce anche i vostri nomi, i vostri dolori e le vostre gioie."

(Egli vi conosce per nome,
Elaine S. Dalton
aprile 2005)

Un abbraccio 
E-Leonora


Maria Callas è Leonora ne Il Trovatore di Giuseppe Verdi

domenica 25 aprile 2021

Vite da Oscar

Spesso pecco di presunzione.
Vorrei che le cose andassero secondo la sceneggiatura che io ho in mente senza pensare che
 "Lo sceneggiatore" 
a cui mi affido sa trovare trame e finali che io non potrei nemmeno immaginare.
E sicuramente i migliori per me.
Presidente Nelson ha detto:
"Non sempre le montagne della nostra vita si spostano come o quando vorremmo. Ma la nostra fede ci spingerà sempre in avanti"
E non solo. 

"Poiché Dio vi ha dato il vostro arbitrio, vi sono molte direzioni in cui potete scegliere di andare e condurre comunque una vita gratificante. Le possibilità della vita terrena sono illimitate, scegliete la vostra avventura. Avete i comandamenti, avete le alleanze, avete il consiglio ispirato dei profeti e avete il dono dello Spirito Santo. È più che sufficiente per guidarvi alla felicità nella vita terrena e alla gioia eterna. Oltre a questo, non disperate se prendete delle decisioni che non sono proprio perfette. Questo è il modo in cui imparate. Fa parte dell’avventura!
Pensate all’esempio di Giuseppe d’Egitto. Per molti versi, la sua vita è stata disastrosa.......
Oggi, quattromila anni dopo, traiamo ancora ispirazione dalla storia di Giuseppe.
    La vostra avventura potrebbe essere meno sensazionale, ma avrà i suoi alti e bassi. Quindi ricordate l’esempio di Giuseppe. Rimanete fedeli. Credete. Siate onesti. Non vi inasprite. Non siate prepotenti. Amate Dio. Amate il prossimo. Confidate nel Signore, anche quando la situazione è scoraggiante.
    Potreste rendervene conto molto tempo dopo, ma riguarderete indietro e saprete che il Signore ha davvero diretto e guidato il vostro cammino.
    E i puntini si sono uniti.
Fino ad allora, potrei chiedervi di ricordare cinque cose?
    Primo, sappiate che le risposte di Dio alle vostre domande più profonde possono impiegare un po’ ad arrivare e potrebbero farlo in modi inaspettati. Le risposte di Dio hanno valore eterno. Valgono l’attesa.
    Secondo, abbiate un po’ di fede. Volgete i vostri cuori a Dio. Credete di essere importanti per Dio e confidate che Egli farà di voi più di quanto potreste fare da soli. Imparate da Lui. AmateLo. Credete in Lui. Parlate con Lui regolarmente e intensamente. Ascoltate la Sua voce.
Terzo, fate del vostro meglio per percorrere il sentiero del discepolato. Non sentitevi sopraffatti. Limitatevi a fare le piccole cose nel modo più perfetto che potete, e le grandi cose andranno al loro posto.
    Quarto, non lasciate che le voci scoraggianti vi dissuadano dal vostro viaggio di fede. Ricordate, voi non rispondete a chi vi critica. Voi rispondete al vostro Padre nei cieli. I Suoi valori contano.
    Quinto, prendete le migliori decisioni possibili seguendo i suggerimenti che giungono al vostro cuore e alla vostra mente. Fate del vostro meglio per completare il vostro lavoro. Abbiate fede, e Dio consacrerà i vostri sforzi onesti per il vostro bene eterno.
    Fate questo, e alla fine tutto andrà bene
Cercando di seguire il Salvatore, la vostra fiducia crescerà. E nel procedere con fedeltà e nell’aprire il vostro cuore alla Luce di Cristo, il vostro amore per Dio maturerà e la vostra capacità di amare il vostro prossimo si affinerà.
    E tutto questo vi porterà felicità e gioia.
    Vi porterà pace.
    Un giorno vi porterà gloria eterna.
    In quel giorno futuro, riguarderete a questa preziosa ed emozionante avventura della vita terrena e capirete. Vedrete che i puntini si uniranno in un disegno bellissimo, più sublime di quanto avreste mai potuto immaginare.
    Con gratitudine inesprimibile, vedrete che Dio stesso, nel Suo amore, nella Sua grazia e nella Sua compassione abbondanti, ha sempre vegliato su di voi, vi ha benedetto e ha guidato i vostri passi mentre camminavate verso di Lui"

(La vostra avventura nella vita terrena
   Anziano Dieter F. Uchtdorf
    Membro del Quorum dei Dodici Apostoli)

Ho scelto di vivere questa avventura sulla terra.
Anche se il film della nostre vite cambia spesso genere. A volte è drammatico, a volte comico, a volte intenso, a volte spensierato. 
Ma di meraviglioso c'è che per 
"Lo sceneggiatore" la vita di ognuno di noi vale molto più di un premio Oscar. 

Un abbraccio 
Eleonora

PS  Se ci fosse un premio Oscar per 
i film mentali di sicuro ne vincerei 
uno alla carriera 😂😂😂😂



















domenica 29 novembre 2020

White Thursday

 



Lo scorso anno di questi tempi.

Sembra passato un secolo.

Ho scritto:

"Oggi è il cosiddetto Black Friday. Non preoccupiamoci di poterlo dimenticare. Nel tragitto di due minuti percorso per portare mio figlio a scuola almeno tre spot radiofonici me l'hanno strillato. Sono solo pochi anni che questa parentesi di saldi ammiccanti e imperdibili è sbarcata anche qui in Italia. Ma come un sasso lanciato nell'acqua cheta i suoi cerchi di riferimento spazio temporale si sono allargati e moltiplicati. Ora io non voglio cogliere l'aspetto consumistico, antiecologico ecc. Le polemiche sono sempre già troppe. Non ne abbiamo bisogno!! Invece vorrei proporre una riflessione. Il Black Friday è il giorno dopo un'importante festività: il giorno del Rimgraziamento. E' americano? Si. ma anche il Black Friday lo era eppure ce ne siamo appropriati. Io dico allora: perchè non dedicare un giorno in cui si da enfasi al ricordarsi di quanto abbiamo da RINGRAZIARE? Invece di essere martellata dalla frustrazione del mondo che mi ricorda quante cose non posso comprare, quante favolose occasioni perderò, preferirei di gran lunga essere inondata ovunque di spot in cui mi si invita ad essere grata per quello che ho."

Novembre 2020

Con mia grande gioia la scorsa settimana un dolce, arzillo ed ispirato nonnino dagli splendidi occhi azzurri pieni di luce ha invitato il mondo intero a condividere i propri grazie per ben sette giorni. Vedere i social riempirsi di ringraziamenti, compresi i miei, ha colorato la mia anima di felicità, serenità, pace e speranza.

Cosa posso dire di più? 

Grazie presidente Nelson per aver seguito ancora una volta quella meravigliosa guida dall'alto:               in molti ne avevamo bisogno.



"Rendete grazie in ogni cosa

Come ho detto nel mio video messaggio, sono arrivato alla conclusione che contare le nostre benedizioni è molto meglio che tenere il conto dei nostri problemi. Quale che sia la nostra situazione, mostrare gratitudine per i nostri privilegi è un rimedio spirituale unico, rapido e duraturo. In parole semplici: “In ogni cosa rendete grazie” (1 Tessalonicesi 5:18)."       

                                                      







Un abbraccio e un grazie di cuore

Eleonora


domenica 30 agosto 2020

Una cioccolata calda in cielo




Le nuove amicizie di per sè ci arricchiscono sempre.
Se poi un'amicizia si instaura tra differenti culture può diventare straordinaria.
L'amicizia tra me e Susan è iniziata online con un oceano di mezzo.
E dopo oltre due anni di telefonate, Skype, scambi di regali per le ricorrenze via posta ecc.
nel novembre 2013 finalmente potevo abbracciare la mia amica Susan perchè, sconfiggendo quell'oceano, sarebbe volata qui.
In Italia.
A casa mia.
Ero così felice! Ma anche agitata. Ero preoccupata che non si trovasse a suo agio con me e la mia famiglia, che si ammalasse (visto che da un paese dove è sempre caldo arrivava qui già quasi in inverno), che non trovasse confortevole la sua sistemazione ecc.
E si aggiungeva un altro motivo di agitazione.
Susan sarebbe venuta accompagnata da suo padre: Nahun.
Io non lo conoscevo, non sapevo di lui, cosa facesse, che gusti o carattere avesse se non attraverso qualche sporadica descrizione di Susan, l'ultima delle quali mi fece cambiare all'ultimo momento il menù che li avrebbe accolti dalla carbonara alla pizza avendo saputo che a Nahun non piacevano le uova.
Tutto questo mi intimidiva e agitava enormemente.
Tutto questo fino all'aeroporto.
L'ansia sorprendentemente sfumò appena vidi Susan e Nahun.
Incontrare di persona Susan è stato come se la conoscessi da sempre.
Ma poteva essere "razionalmente" spiegato dal fatto che prima di allora avevamo parlato molto e condiviso molte esperienze, soprattutto spirituali.
Ma con Nahun?? 
Con Nahun appena visto  è stato immediatamente come un
 "Ah, ma sei tu!!", come ritrovare uno di famiglia che non vedevi da un po' perché partito per un lungo viaggio.
Nel tragitto in auto dall'aeroporto già si rideva tutti insieme e appena prima di varcare la soglia della nostra abitazione aveva già cominciato a fotografare (che ha fatto tantissimo!!) il "mi casa es tu casa" preparato e appeso alla porta per dare loro il benvenuto.
La mattina seguente quando mi sono alzata in un primo momento ho creduto di aver fatto un bel sogno in cui i miei amici erano venuti a stare per un po' a casa mia: ma quando ho visto il tavolo inondato di dolci mandati da Nidia, la sua dolcissima mamma, ecco che ho realizzato che era tutto vero!!
Quindi la mia principale premura è stata di preparare loro una tipica colazione italiana.
Invece del cappuccino ho optato per una densa cioccolata calda arricchita di panna montata e accompagnata da cornetti freschi di pasticceria.
Quando mai potevano averla assaggiata vivendo in un posto dove fa praticamente sempre caldo? 
Ebbene.
Non dimenticherò mai la reazione di Nahun quando l'ha scoperta : se avesse potuto ci si sarebbe tuffato.
Con l'espressione estasiata e continuando a ripetizione ad esclamare
 "Que rico !! Que rico !!" ho goduto nel vedergli usare così con cura il cucchiaino da lasciare la tazzina immacolata.
Si sa, noi italiani dimostriamo molto il nostro affetto anche con il cibo perciò per me questo è stato indubbiamente motivo di pura gioia.
Giusto per continuare, quando Nahun è partito, ho messo nella sua valigia salami, torrone, cioccolatini, biscotti ecc. 
Ci siamo salutati con tristezza ma con la speranza che sarebbe potuto ritornare magari anche con i suoi genitori.
Invece dopo diversi mesi Nahun ha cominciato a non stare bene.
Purtroppo quando gli è stata diagnosticata la tubercolosi era ormai trascorso molto tempo, tempo prezioso per poter intervenire con celerità. 
Caro Nahun, più che amico, famiglia.
Ci hai lasciato in una giornata di agosto. Non ti dimenticherò mai.
Non dimenticherò mai la tua semplicità, umiltà, il tuo sorriso.
Non dimenticherò mai quando in auto cantavi Roma, Roma per mio marito.
Quando in ogni negozio di calzature flettevi le scarpe per testarne il materiale e in quelli di abbigliamento volevi accertarti della qualità dei tessuti e se io vedevo che i commessi storcevano il naso io ti dicevo: qui non comprare niente.
Non dimenticherò mai la tua estasi trovandoti di fronte al Duomo di Milano e ancora di più quando siamo entrati. Non dimenticherò mai che ti piaceva tutto, dai luoghi, al cibo alle persone.
Grazie di aver voluto bene alla mia famiglia tanto da scriverci spesso che ti mancavano.
Grazie.
Quando ti penso non posso evitare di immaginarti arrivare Lassù con il nostro Salvatore che con il Suo amore ti accoglie e ti dà il benvenuto offrendoti la più buona e dolce cioccolata calda con la panna che sia mai esistita. 

"Amor verdadero nos une por siempre
en el latido de mi corazón"

"Avremo un legame che vive per sempre in ogni parte del mio corazón"

               Dal film Coco

Un abbraccio

Eleonora















venerdì 28 agosto 2020

Saluto al sole

Se negli anni, anche avendone la possibilità, non riesco più a rimanere a dormire la mattina fino a tardi, direi che comunque non sono mai stata una mattiniera.
Alzarmi presto, chi mi conosce lo sa, è sempre stato uno scoglio da superare. 
E approposito di scogli: finalmente qualche giorno al mare. 
I mesi scorsi sono stati piuttosto pesanti e fisico ed emozioni ne hanno risentito.
Sono arrivata qui completamente esausta.
Letto, divano, sdraio, lettino, anche nel mare se avessi potuto : qualsiasi luogo pur di sprofondare in un sonno comatoso rigenerante.
Quanto ne avevo bisogno.
Ho pensato però che il lato triste sarebbe stato l'assaporare poco i momenti più celebrati e salubri della spiaggia : il mattino presto.
Le notti silenti e punteggiate di luce con le scie da "esprimi un desiderio" , ah quelle me le sono godute. Così come la brezza marina, il fragore delle onde, i tramonti, i gabbiani.
Ma che dire delle albe? 
Ero rassegnata a vivere di emozione riflessa nello scatto di qualcun altro.
Invece no. 
Ecco concessomi il mio piccolo grande miracolo.
Stamattina alle 5.30 mi ritrovo inspiegabilmente sveglissima ed arzilla.
Mi sono alzata senza disturbare nessuno e mi sono avviata felice in spiaggia. 
Mi sono seduta soddisfatta e ho letto le scritture 
Poi il sipario nel cielo si è aperto.
La sfera di fuoco ha fatto il suo ingresso maestoso dall'acqua.
Che gioia e che pace nel cuore.
Come si può dubitare che esista un Dio? 


"Il sole si alza molto silenziosamente, e a volte pensiamo che la voce del Signore sia altrettanto sommessa; ma la Sua voce si fa sentire, purché vogliamo pregare, meditare e ascoltare quando Egli manda dei chiari pensieri alla nostra mente.
E, tanto sicuramente come sorge il sole, Dio vive, come vive il Suo Figliolo Onnipotente. Tanto sicuramente come il sole si alza ogni giorno, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è Sua."

(Il Libro di Mormon: sacri antichi annali
Ted E. Brewerton
Conferenza generale ottobre 1995)


Un abbraccio

Eleonora