domenica 21 febbraio 2016

Affrontare il drago

La paura.
E' dall'inizio dell'anno che sto riflettendo seriamente su alcune mie paure. 
Una in particolare di queste ho deciso che non la tollero piu'. 
Allora ho voluto sedermi e guardarla in faccia. Aveva le sembianze di un drago sputafuoco con occhi iniettati di sangue. 
Si, perche' la paura spesso ce la vediamo cosi': qualcosa di mostruoso, di spaventosamente enorme, di fronte alla quale o ti blocchi, ti pietrifichi o scappi. 
E' un mostro che diventa piu' grande e piu' forte se glielo lascio fare. 
E sono io che scelgo se lasciarle o meno la vittoria. Si, perche'.. 

IL DRAGO NON E' INVINCIBILE. 

Ho preso consapevolezza di questo e ho trovato il coraggio di decidere di combattere. Mi sono vista agguerrita, in armatura con una spada sguainata pronta alla sfida, sfida  che non e' cosi' lontana. Questa e' stata la mia prima reazione, il primo passo verso la soluzione. Ero piu' sicura, certo, piu' determinata. Eppure il drago appariva ancora grande e pericoloso. 
Felice e piena di gratitudine comunque per la presa di posizione (caspita, stavo agendo!) ecco che dall'alto e' arrivato un aiuto, un'illuminazione. 
Ero agguerrita, pronta con "la lancia in resta" ma... non era quello che dovevo fare. Questo stava dando al drago piu' forza, potenza  e importanza di quanto in realta' potesse avere. 

IL DRAGO NON SI SCONFIGGE CON LA SPADA, MA CON IL SORRISO. 

Con questa visione completamente nuova il viaggio che mi sta portando al drago mi e' apparso molto sereno ed edificante: un percorso di crescita personale e spirituale da affrontare e vivere giornalmente come qualcosa di sacro. E su terreno sacro. 
E non e' finita. Da Lassu' non si smette di mandare messaggi che sappiano ispirarmi. 
Stamattina in chiesa, durante la riunione sacramentale, un bimbo seduto davanti ha lasciato cadere un suo giocattolo davanti a me. Nel chinarmi per raccoglierglielo ho visto che era un draghetto. E ho sorriso. 
Nella mia mente e' entrata una frase di Norman Vincent Peale che avevo dimenticato: 

"AFFRONTA GLI OSTACOLI
E FA QUALCOSA PER SUPERARLI. 
SCOPRIRAI CHE NON HANNO NEANCHE LA META' DELLA FORZA
CHE PENSAVI AVESSERO."

Il giorno che avro' sconfitto la mia paura probabilmente mi rendero' conto che il drago che credevo enorme e spaventoso in realta' era piccolo, inerme e inoffensivo come il giocattolo di quel bimbo. 

STO ANDANDO AD AFFRONTARE IL DRAGO. 
CON IL SORRISO. 

:) 

Eleonora 



mercoledì 17 febbraio 2016

Un ombrello giallo

Oggi piove. 
E sono uscita camminando sotto un ombrello grigio e rotto. 
Dovevo prendere i bambini a scuola per cui, a un certo punto, mi sono ritrovata in mezzo a una folla di ombrelli. 
E ho cominciato ad osservarli. 
Ne ho subito notato uno pieno di note musicali, uno trasparente con dei grandi cuori rossi ed uno enorme giallo come il sole che spiccava su tutti gli altri. 
In una grigia, fredda e piovosa giornata come quella di oggi mi sono ritrovata a sorridere davanti a quei colori, a desiderare anch'io un ombrello giallo come il sole o comunque colorato d'estate e di buonumore. 
Si, perche' guardandomi intorno ho realizzato che anche nella vita su ognuno di noi spesso cade la stessa pioggia ma ognuno la sa accogliere in modi differenti. 
E' importante decidere come affrontare piogge e tempeste e io lo stavo facendo con un "ombrello grigio". 
Come un ombrello colorato puo' proteggere e  rallegrare una giornata  di pioggia, un sorriso aiuta ad affrontare e superare un momento grigio. 
Adesso voglio un "ombrello giallo". :) 

Eleonora 




Photocredit by www.poesieaperte.com 




martedì 16 febbraio 2016

Scelte

Questo mese non posso che scrivere. Direi che e' doveroso. Siamo a febbraio e per me e la mia famiglia e' tempo di anniversari importanti, importanti perche' si celebrano delle scelte significative e determinanti per questa vita e oltre.
Tutti fin da bambini ci siamo ritrovati a dover compiere delle scelte. Tra le prime ci possiamo essere trovati a decidere quale piede far avanzare mentre imparavamo a camminare, a ubbidire alla mamma che ci chiede di darle la mano lungo la strada. Poi scegliamo se assumere le prime responsabilita' e se rispettare gli altri. Via via scegliamo cosa ci piace, cosa vedere, cosa ascoltare, l'atteggiamento da avere. 
Affrontiamo piccole e grandi scelte. Abbiamo ricevuto il dono del libero arbitrio che presuppone anche la facolta' di sbagliare. Ed io, dall'alto del mio quasi mezzo secolo, posso dire, girandomi indietro, che di scelte sbagliate ne ho fatte tante, piccole e grandi. 
Fortunatamente non tutte sono state per forza rilevanti e irrimediabili. 
Ho imparato che "ci sta" anche sbagliare un piano di studi, nonostante possa sembrare "umanamente" un grosso errore perche' e' comunque possibile correggersi. Ma ci sono scelte davanti alle quali la nostra decisione fa cambiare il corso non solo della nostra vita qui ma anche di quella oltre questa. E non solo. Sono proprio questo tipo di scelte che celebro questo mese. 
Il 13 febbraio e' il giorno in cui ho sposato Gianni. Quest'anno sono 23 anni. Quel giorno ho pensato: 
"Come sono benedetta!! Mi sposo per amore. Sposo veramente l'uomo della mia vita!". Lo penso ancora adesso. Sono ancora innamorata. Soltanto in maniera diversa,  piu' profonda. Per quella decisione e' nata Rebecca. 
Dopo non poche tribolazioni nei primi anni abbiamo conosciuto la Chiesa di Gesu' Cristo dei santi degli ultimi giorni e abbiamo deciso di battezzarci insieme l'8 febbraio 1998. 
Il 20 febbraio dell'anno dopo la nostra famiglia si e' suggellata nel tempio di Berna, Svizzera,  per l'eternita':
un giorno quello che  puo' essere solo definito "indimenticabile" e che e' diventato la "festa della nostra famiglia". 
Grazie ai buoni princípi e al coraggio acquisiti da quelle scelte sono nati gli altri tre nostri figli: Ginevra Matilda, Giosafat Nefi Israel (che ha scelto come data di battesimo l'8 febbraio come noi) e Jacob.
Si, ne ho fatti di errori e ne faccio e faro' ancora. Ma e' grazie a queste meravigliose scelte giuste se posso cadere e trovare la forza di rialzarmi, se posso sperare, se posso aspirare a diventare migliore, se posso essere felice nonostante tutto. 
Si, e' un mese speciale ma nel mio cuore non dovrei mai smettere un solo giorno di celebrare queste scelte per dove mi hanno portato e dove mi porteranno. 

"Due strade divergevano in un bosco, 
ed io - io ho preso quella meno battuta, 
E questo ha fatto tutta la differenza."

                             Robert Frost







giovedì 28 gennaio 2016

Dei propositi e dei desideri

La fine del 2015 e' stata per me come ogni fine anno un'inevitabile momento di riflessione. Mi sono girata indietro e ho pensato all'anno che mi stava lasciando. Avevo fatto qualcosa di buono? Avevo imparato qualche importante lezione? Ero riuscita a superare in modo degno gli ostacoli incontrati? Grazie all'abitudine di scrivere un diario quasi giornalmente in effetti posso ricordare cosa e' successo. Sono stata felice di realizzare che, in mezzo ad una serie lunghissima di prove per me e la mia famiglia, comunque potevo rispondere spesso in modo affermativo a queste domande. 
Una cosa pero' mi ha fatto riflettere piu' di tutte. Sono andata a leggere come avevo chiuso il 2014 per poi entrare in questo 2015. Per la prima volta avevo preso la decisione di non stendere una lista di propositi. Cos'era successo?? Soprattutto verso la fine dell'anno si erano letteralmente sovrapposte delusioni una dopo l'altra, avevo visto crollare le ennesime aspettative e molto altro. Mi ero sentita disorientata, stanca e impotente. Ma non volevo arrendermi. Avevo bisogno di guardare al futuro con speranza, quella speranza che non muore grazie alla fede. Decisi che la mia mente e il mio cuore avevano bisogno di pace, tranquillita' e semplicita'.  
Cosi' in quel momento scelsi di non stilare alcuna lista e accettare con gioia tutto cio' che il Padre Celeste mi avrebbe dato e cio' che con il Suo aiuto sarei riuscita a fare. Quello che poi e' arrivato e' stato, si, un anno da un certo punto di vista molto duro per la mia famiglia ma e' stato un periodo  di quelli in cui hai prove che, ci siamo resi conto da subito, dovevamo passare per forza per farne tesoro per il futuro. Quindi prima di questo ultimo Natale, nel cominciare a sentire la vicinanza di un nuovo inizio, mi sono ritrovata a chiedermi se fosse il momento di ricominciare a redigere nuovamente la mia lista di propositi. Da una parte sentivo doveroso il farlo ma dall'altra la sentivo come qualcosa di fin troppo... come descriverlo.. "quadrato, razionale, ecc" ovvero non molto congeniale a me. Nel mio dilemma pero' volevo fare qualcosa. E un giorno l'illuminazione e' arrivata. Ecco che per il 2016 ho stilato una bella e lunga lista, si, ma una lista di DESIDERI! 
Ho scelto di esprimere dei desideri perche' ritengo  che siano piu' forti dei propositi. Se in un proposito non c'e' una volonta' che deriva da un profondo desiderio ecco che conseguirlo diventa quasi impossibile perche' e' quello che ti spinge ad agire. Come se non bastasse in quel periodo la mia amica Sara ha voluto condividere con me un bellissimo augurio, che e'  anche una riflessione sui desideri, di un suo amico, Lorenzo.  Li' ho capito che ero sulla strada giusta. La mia scelta era ora in sintonia con la mia natura, la mia me stessa, il mio spirito.  E per quello sta funzionando. Siamo a febbraio e posso testimoniare che, oltre a non volermi fermare ad incrementare la mia lista, ho gia' assistito ai miracoli. Voglio  con tutto il mio cuore esprimere  la mia profonda gratitudine per quello che Lorenzo ha scritto. 
Non potevo non desiderare di condividerlo qui e augurarlo anch'io. :) 

Eleonora 


"L'augurio che faccio a tutti noi è quello di ricordare che siamo pieni di risorse meravigliose, che nel nostro piccolo abbiamo un sacco di cose belle e vere da dare a chi abbiamo accanto, che possiamo iniziare subito a migliorare il mondo intero semplicemente lavorando per migliorare quello che abbiamo dentro di noi, i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri modi. Migliorare per essere fieri di noi stessi e poter dire, guardandoci indietro: "mi sono piaciuto", "lo rifarei", "ne è  valsa la pena", "sono soddisfatto e fiero di averci provato con tutto me stesso", "non avrei potuto fare meglio di cosi". 
Auguro a tutti di ricordare che in molti stanno combattendo per non arrendersi, per non soccombere alla voglia di mollare tutto, e che facendo anche solo un altro passo oggi, magari qualcuno potrà trarre forza ed entusiasmo per fare un passo anche lui domani ed essere  contagioso per altri. 
Ti auguro di sentire che dietro alla tristezza di ogni augurio velato dalla disillusione, c'è sempre e comunque il desiderio che le cose si aggiustino o per lo meno inizino a migliorare.
 E DESIDERARE E' SEMPRE IL PRIMO PASSO  PER FAR SI CHE QUELLO CHE DESIDERIAMO ACCADA VERAMENTE. 
 Il desiderio è energia pura che ci serve per fare progetti e, insieme alla "giusta azione", può aiutarci a far sì che ci  impegiamo per realizzarli e avere fiducia nel futuro. Alcune fonti fanno risalire il significato etimologico della parola 'desiderare' ai termini latini de+siderare, che letteralmente significano "fissare attentamente le stelle". 
E da loro, aggiungo io, magari trarre ispirazione per il futuro che vorremmo.
Auguri quindi, con tutto il cuore, a tutti quanti, di poter continuare a Desiderare.
 
Lorenzo"




 




venerdì 15 gennaio 2016

Una storia cominciata prima di nascere

Qualche settimana fa mi sono ritrovata a voler raccontare a un mio caro amico, Danilo, l'ultima serie di eventi manifestatisi nella mia vita a cui davvero, in genere, fatico a trovare il termine per poterli definire. Forse non propriamente ordinari? Serendipici? Che sembrano il frutto di una sceneggiatura? Danilo ci e' riuscito. Non poteva dare definizione migliore: 
"Una storia cominciata prima di nascere".
La conversazione con Danilo ha portato entrambe a riflettere su come non si possa negare che ognuno di noi faccia parte di un  meraviglioso piano, che non si possa negare che molti dei nostri incontri qui sulla terra siano in effetti gia' avvenuti in una vita premortale, senza ancora un corpo fisico,  e che probabilmente lassu' ci siamo accordati per varie ragioni perche' questi avvenissero. Certo, qui abbiamo un velo di dimenticanza davanti ma ho sempre creduto che se la' abbiamo coltivato speciali relazioni, nel momento in cui ci incontriamo di nuovo possiamo sentire qualcosa di altrettanto speciale anche se ovviamente non riusciamo a darci una spiegazione per questo. 
L'anziano Groberg ha detto: 
"Una delle piu' grandi connessioni che abbiamo con la nostra vita premortale e' quanto nostro Padre e Gesu' ci hanno amato e quanto noi abbiamo amato Loro. Nonostante un velo sia stato disegnato sulla nostra memoria, ovunque sentiamo vero amore, esso risveglia un desiderio che non puo' essere negato." 
E straordinariamente proprio un paio di giorni dopo quel profondo scambio di riflessioni  e' successo qualcosa che ha potuto sigillare ancora di piu' la mia testimonianza. 

E' successo che ho ricevuto una LETTERA. 

Io amo le lettere, specialmente quelle classiche, stupende e senza tempo, magari ancora scritte a mano, che per arrivare a te sanno attraversare deserti, foreste, catene montuose e oceani. Io amo scriverle, cercando di trovare le parole che sevono a chi le riceve, lasciarle andare e con fede stare a vedere cosa succede: proprio come le preghiere. 
E quando  quel giorno con mia grande sorpresa nella mia cassetta della posta ne ho trovata una per me... il mio cuore e' sobbalzato ma ho resistito ad aprirla: anche la risposta ad una preghiera merita riverenza e sacralita'. 
Cosi' ho aspettato di avere un momento per me e di andarmi a cercare un luogo tranquillo per leggerla. La giornata sembrava creata apposta per quello. Nonostante fosse gennaio c'era il sole e piccoli fiori sbocciati nei prati quasi a rappresentare la primavera che sentivo dentro di me. 
Mi sono incamminata verso il bosco vicino casa, il "mio" bosco come amo chiamarlo, un luogo dove vado a trovare pace e serenita', un luogo dove mi rigenero e dove amo fare quattro chiacchiere con il mio Padre Celeste.
Mi sono seduta su una delle panchine li', in mezzo agli alberi, con il sole che ci teneva a farsi notare. Ho scritto sul mio diario e poi ho aperto la busta: poche righe, scritte a mano. 
Ma in quelle parole..... 
Ho sentito umilta', tenerezza e risolutezza. 
Ho sentito il desiderio fortissimo di chi le aveva scritte di farmi arrivare il suo messaggio. Vedevo chi le aveva scritte correre letteralmente  a spedire la lettera all'ufficio postale come se non dovesse perdere nemmeno un minuto. Ho percepito un cuore puro di bambina che ha fatto sentire bambina anche me. Sono stata avvolta e coccolata dalla sua dolcezza: la persona piu' amorevole con cui avessi mai avuto un contatto. Ho sentito tutto l'amore del Padre Celeste. Ho sentito il puro amore di Cristo. Mi sono sentita cosi' spiazzata da tutto questo amore  che volevo risponderle immediatamente ma proprio nessuna parola poteva esprimere la mia gratitudine. Quello che invece avrei voluto (e voglio ancora!) sarebbe stato correre ad abbracciarla. Le sue parole per me piene di amore e di fede, unite a un'altra cosa che lei ha aggiunto nella busta, mi hanno ancora una volta ricordato chi sono e cosa devo fare. 
Io e questa persona non ci eravamo mai incontrate, mai scambiate un messaggio.
Lei mi conosceva solo attraverso quello che di me le diceva sua figlia, che invece conosco, o meglio, che ho ritrovato. 
Bene. In quella lettera, che tengo con cura tra le pagine del mio diario e che ogni tanto rileggere mi aiuta, io ho riconosciuto quell'amore di cui anziano Groberg scrive, quella connessione con il cielo che non possiamo negare quando la sentiamo. 
Non posso che essere grata al Padre Celeste per il Suo piano, per avermi fatto sentire il Suo amore tramite una Sua dolcissima, caritatevole e fedele figlia che ho incontrato di nuovo in una lettera e che adesso mi auguro al piu' presto di abbracciare in questa vita. 

Eleonora 

Ps : Grazie "mamma"! 


giovedì 1 ottobre 2015

Ponti


Qualche settimana fa ho fatto un sogno. Mi trovavo nella casa dei miei genitori, quella in cui sono cresciuta. Guardando dalla finestra vidi che l'accesso alla strada proprio di fronte era ora sbarrata da un grosso cancello. Così chiesi a mia madre cosa fosse successo e per quale ragione adesso non si poteva più passare. Così lei mi spiegò che all'interno del piccolo paese si erano create due faide. In pratica alcune persone di due diverse zone del posto avevano cominciato a litigare. Il tutto nel tempo si era esteso al punto tale che erano stati innalzati dei muri perchè nessuna delle due parti avesse più contatti con l'altra. Non solo, questi muri, ovunque stavano diventando sempre più numerosi. Provai un grosso dolore nel sentire questo e piansi pensando a quante persone che abitavano al di là che non avrei più potuto rivedere. Al mio risveglio naturalmente fui sollevata dal fatto che fosse solo un sogno. Ma ho continuato a pensare a quei muri. Quanti muri, in effetti, noi tendiamo a costruire: per orgoglio, per paura, per vergogna, per non vedere, fatti  di sfiducia, di odio, di indifferenza..  Perchè prima di quelli di cemento i muri li costruiamo dentro di noi e specialmente nei confronti degli altri. Ma abbiamo mai pensato, impilando un mattone sopra l'altro, a quante opportunità ci perdiamo ? Penso se avessi messo un muro tra me e due bambine in particolare alle scuole elementari. Ero arrivata ad essere veramente esasperata dal loro comportamento. Combinavano un guaio dietro l'altro e non mancavano occasione di prendersi gioco di chiunque. Nonostante fossi timida e molto insicura non misi il muro quando alle scuole medie me le ritrovai di nuovo nella mia classe e vicine di banco. Non solo non si dimostrarono cattive come potevano sembrare ma, conoscendoci meglio e frequentando le nostre case, diventammo grandi amiche. Adesso sono brave nel lavoro, come mogli e come madri. E questa storia l'ho usata per insegnare ai miei figli di non fermarsi mai all'apparenza e che le persone possono cambiare in meglio. Cosa sarebbe successo se la sera che incontrai l'uomo che poi ho sposato per l'eternità se avessi messo un muro? Si, perchè  inizialmente entrambe eravamo convinti che all'altro non saremmo mai potuti piacere.. Ma abbiamo iniziato a parlare, ne è nata un'amicizia che poi è diventata qualcosa di più profondo. E quando ci siamo svelati quello che invece provavamo già dall'inizio ci siamo fatti, e ancora adesso facciamo, una grossa risata. Ma se ognuno di noi si fosse fermato alle proprie convinzioni? Se avessi messo un muro di pregiudizio davanti a Paola pensandola una persona agiata di quelle dedite all'apparenza adesso non avrei un'amica che è come una sorella. E se i figli di Mosia avessero messo un muro di diffidenza tra loro e i Lamaniti? Non si sarebbe potuto veder nascere un popolo meraviglioso. E se non mettessimo muri di diffidenza con i nostri vicini, con i nostri colleghi, ecc?
E se invece di costruire muri.. costruissimo ponti ?


Eleonora




"Noi costruiamo troppi muri e non abbastanza ponti"
(Isaac Newton)


giovedì 24 settembre 2015

Sull'essere sè stessi


Il percorso fatto negli ultimi anni ha portato a sentire dentro di me un grande desiderio che è diventato  un'urgenza, che è diventato un'esigenza vitale e sorprendentemente straordinaria e stimolante: quella di essere me' stessa. Credo che ognuno di noi abbia almeno una volta nella vita incrociato il messaggio dell'importanza di "essere sè stessi" e credo anche che molto spesso questo messaggio sia male interpretato. Così come "l'essere liberi" non significa fare ciò che si vuole a discapito degli altri, l'essere sè stessi non è certamente riassunto in "Sono fatto così e basta". Nel cercare di capire meglio il significato ho scoperto che l'essere sè stessi è qualcosa di molto più profondo e potente di quanto avessi mai immaginato. Ed è talmente spiritualmente personale che non è facile tentare di spiegarlo per me se non tramite la mia personale esperienza.   Il mio percorso alla ricerca di mè stessa ha fatto un notevole balzo in avanti quando mi è stato ricordato che la mia natura è divina. Sono figlia di un Padre Celeste che mi ama e che io amo. Prima di allora avevo già vissuto una vita premortale dove ho iniziato ad imparare alla presenza del mio Padre Celeste. So che avevo tanti progetti per quando sarei scesa qui e mi sono prefissata di adempiere, coraggiosa, a ciò che mi ero prefissata. Sono scesa su questa terra perchè ho accettato il Suo meraviglioso piano che comprendeva Gesù Cristo come Salvatore. Questo ha fatto si che il mio spirito potesse acquisire un corpo fisico e vivere qui. Dunque alla mia nascita mi è stato messo un velo di dimenticanza perchè non ricordassi la mia vita passata. Sarebbe stato davvero strano e doloroso altrimenti. Invece qui dovevo imparare ad agire con fede sapendo che questo tempo (anche se veramente minimo) è "di prova", quello in cui mi preparo ad essere degna di riabbracciare il mio Padre Celeste e gioire addirittura insieme alla mia famiglia per sempre. Ovviamente come ognuno di noi ha maturato differenti esperienze nella vita premortale, sulla terra queste sono diverse anche in base a dove nasciamo, a chi incontriamo, a ciò che accade a noi e intorno a noi. Viviamo in un mondo dove il confronto con gli altri è inevitabile. Questo di per sè non è sbagliato se lo utilizziamo per riflettere, per arricchirci di conoscenza, per allargare le nostre vedute, ma non certo se questo porta a voler essere "qualcun altro" o se vogliamo che gli altri siano uguali a noi. Tutti questi fattori insieme possono contribuire a  determinare chi siamo. Ma il meraviglioso dono del libero arbitrio determina chi decidiamo di essere.  Ed è sul chi voglio essere che lavoro. Nel 1998 ho scelto di portare su di me il nome di Gesù Cristo. Questo ha influito e influisce grandemente su tutte le mie scelte. Questo percorso mi ha portato, specialmente negli ultimi anni, a capire sempre più quanto sia fondamentale non cercare di essere in generale chi vogliamo ma affidarsi a Dio, lasciarsi portare dal Padre Celeste dove Lui vuole che andiamo: è lì che noi troviamo noi stessi. E non solo. Posso testimoniare che lungo il cammino scopriamo cose meravigliose.  Io, per esempio, ho scoperto che il mio sbuffare, il mio lamentarmi sono solo esteriori, non sono dentro di me ma sono solo strascichi e riflessi dell'ambiente in cui ho vissuto. Mi sono resa conto che dentro di me invece c'è un fuoco di speranza che non si spegne mai, che anche quando dico "non ce la faccio più" in realtà sto mentendo a mè stessa perchè invece so che ne uscirò perchè posso farcela. Adesso so che sono una che crede potentemente nel lieto fine perchè ormai in me è così radicata la promessa del mio Padre Celeste della gioia eterna  che la mia preoccupazione maggiore non è più tanto ciò che mi capita ma che io l'affronti nel modo giusto (e lo affermo in un periodo in cui mi sta capitando di tutto perchè io sia scoraggiata). Ho scoperto in me (ma forse ho ritrovato) una punta di stravaganza e di ribellione alle convenzioni che in certi contesti e con i migliori intenti sto imparando ad utilizzare e ad amare incredibilmente. Sto attingendo ad un pozzo di creatività da cui bevo per dissetare mè stessa e se questo succede è perchè lo faccio per amore di tutti quelli che ne possano usufruire. Adesso posso dire che faccio molte cose con il mio stile "personale" e non voglio fare qualcosa solo per ottenere l'approvazione di più persone: io voglio piacere al mio Padre Celeste. Questo mi aiuta ad aver più coraggio e meno paure.  E la cosa più bella, nonostante tutte le circostanze in cui mi trovo e le mie debolezze, ho scoperto in me una forza interiore che neanche lontanamente pensavo di poter avere. Tutto questo arriva da Lui.  Ed è la conseguenza del lasciarmi plasmare dalle Sue meravigliose mani.  Mi rivolgo a chi sta leggendo le parole che ho scritto: se non sai da dove cominciare la ricerca di tè stesso sappi che la tua natura è divina: se cominci da qui sei già all'80% di quello che devi sapere.

Eleonora




Photocredit by sorelleminorifrancescane.org