giovedì 9 febbraio 2023

Come Dio parla

In che lingua parla Dio.
Forse sono corsa troppo.
Mi scuso.
Si, perché la prima questione per moltissimi dovrebbe partire da
- Dio parla?-
e  -A chi parla?-
Io posso portare la mia personale testimonianza che sì, Dio parla.
Non ha mai smesso di farlo.
E lo fa assolutamente con tutti, soprattutto con coloro che lo cercano con tutto il cuore.
E se parla come lo fa?

Poiché la mia anima si diletta nella semplicità; poiché in questa maniera il Signore Iddio opera fra i figlioli degli uomini. Poiché il Signore Iddio dà luce all’intelletto; poiché egli parla agli uomini secondo il loro linguaggio, perché comprendano» (2 Nefi 31:3).


Agli uomini secondo il LORO linguaggio.
E la varietà dei linguaggi usati dal Signore è infinita.

Condivido un'esperienza raccontata da anziano Bednar in un suo discorso del 2005.

"Oggi vorrei descrivere e parlare di un’impressione spirituale che durante la sessione di domenica mattina della conferenza generale di ottobre ricevetti qualche attimo prima di portarmi a questo pulpito. L’anziano Dieter F. Uchtdorf aveva appena finito di parlare e aveva dichiarato la sua possente testimonianza del Salvatore. Ci alzammo poi tutti insieme per cantare l’inno d’intermezzo che aveva annunciato in precedenza il presidente Gordon B. Hinckley. Quella mattina l’inno d’intermezzo era «O Re d’Israele» (Inni, 6).
   Ora, la musica per le varie sessioni della conferenza era stata decisa con molto anticipo e, ovviamente, molto prima della mia nuova chiamata. Se, tuttavia, mi fosse stato chiesto di suggerire un inno d’intermezzo per quella sessione particolare, ossia un inno che sarebbe stato per me e la congregazione edificante e spiritualmente di sostegno prima del mio primo discorso in questo Centro delle conferenze, avrei scelto il mio inno preferito: «O Re d’Israele». Mentre cantavo con voi questo inno toccante sulla Restaurazione, le lacrime m’inondarono gli occhi.
   Quasi alla fine dell’inno, mi venne in mente questo versetto del Libro di Mormon: «Ma ecco, io, Nefi, vi mostrerò che la tenera misericordia del Signore è su tutti coloro che egli ha scelto, a motivo della loro fede, per renderli potenti, finanche al potere di liberazione» (1 Nefi 1:20).
   La mia mente fu immediatamente attratta dall’espressione di Nefi «la tenera misericordia del Signore», e in quel momento preciso seppi che ero oggetto di tale tenera misericordia. Attraverso un inno scelto settimane prima, un amorevole Salvatore mi stava inviando un messaggio personale, nel momento in cui più avevo bisogno di sostegno e rassicurazione. Alcuni potrebbero considerare questo fatto una coincidenza fortuita, ma io vi porto testimonianza che la tenera misericordia del Signore è reale e non è frutto del caso o delle coincidenze. 
.........

il Signore adatta «i suoi atti di misericordia alla situazione dei figlioli degli uomini» (DeA 46:15).

(da La tenera misericordia del Signore
Anz Bednar  conferenza generale aprile 2005)

Testimonio che il Signore riesce ad arrivare a noi in modi umanamente inimmaginabili.
Conoscendomi meglio di quanto io stessa mi conosca a me risponde a volte anche in modo poetico e divertente. 
Una volta in cui ero in grave difficoltà mi chiedevo se fosse stato giusto andare o no in un luogo preciso.
 Ecco cosa mi sono trovata davanti.😉

Un abbraccio
Eleonora 








Le tempeste e la musica


29 novembre 2017

Letto questo dalla pagina di oggi dal libro Streams in the desert.
Voglio condividerlo con tutti ma lo dedico specialmente alla mia amica  tedesca Sylvia.




Or ogni disciplina sembra, è vero, per il presente non esser causa d’allegrezza, ma di tristizia; però rende poi un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati per essa esercitati.
(Ebrei 12:11)

C'è una leggenda che racconta di un barone tedesco che, nel suo castello sul Reno, tese dei fili nell'aria da torre a torre in modo che il vento potesse trattarli come un'arpa a vento e quindi creare musica mentre li attraversava. Tuttavia, mentre le dolci brezze turbinavano intorno al castello, non nacque alcuna musica.
Una notte, tuttavia, si levò un violento temporale e la collina dove sorgeva il castello fu colpita dalla furia del vento violento, e l'arpa del vento riempì l'aria di melodie che risuonavano anche al di sopra del rumore della tempesta. C'era voluta una violenta tempesta per produrre la musica.

Non abbiamo tutti conosciuto persone le cui vite non hanno mai prodotto alcuna musica piacevole durante i loro giorni di calma prosperità ma che, quando venti feroci hanno soffiato attraverso le loro vite, ci hanno stupito per il potere e la bellezza della loro musica?

Pioggia, pioggia
Battendo contro il vetro!
Come si riversa all'infinito
Fuori porta
Dal cielo oscurato
Mi chiedo perché!
Fiori, fiori,
Nascere dopo le docce,
Fioritura fresca e bella,
Ovunque!
Dio ora ha spiegato
Perché ha piovuto!

Si può sempre contare su Dio per rendere il "dopo" delle difficoltà mille volte più ricco e migliore del presente, se le superiamo correttamente.
Nessuna disciplina sembra piacevole in quel momento... Più tardi, però, essa produce un raccolto di giustizia e di pace" (Ebrei 12:11)
Che frutti!

Un abbraccio
Eleonora


Steven Sharp Nelson
Photocredit by www.thepianoguys.com



lunedì 9 gennaio 2023

Meglio un nuovo oggi

Diverse circostanze mi spingerebbero a pensare che questo nuovo anno facile non lo sia per nulla. 
Propositi di avere fede, essere coraggiosa, forte? 
In realtà non mi serve concentrarmi su un futuro che non conosco facendo congetture per poi lasciarmi sopraffare.
E non mi serve sedermi su un passato che non posso cambiare e che mi può scoraggiare.
Così, tenuto presente che il mio focus principale è il Cielo, prego perché la mia parola sia OGGI.
A ogni giorno il suo male.
Ma anche a ogni giorno: come lo risolvo?
Ma anche a ogni giorno la sua gioia, il suo piacere di vivere.
Ma anche a ogni giorno più grazie e più amore per chi mi sta intorno a cominciare dalla mia famiglia.
Meglio dunque un nuovo oggi che mille propositi domani.

Un abbraccio

Eleonora 

"Il passato è dietro di voi, imparate da esso; il futuro è davanti a voi, preparatevi per esso; il presente è qui, vivete in esso”.

   Presidente Thomas S. Monson



                
     

sabato 3 dicembre 2022

Perché a Natale



Perché il periodo di Natale è così  particolare, unico, intenso e intriso di sentimenti?
Perché proprio Natale scatena il mondo diviso da un parte in consumismo sfrenato, esteriorità e dall'altra in altruismo, gentilezza, carità ed empatia?
Perché a Natale si acuisce il senso della famiglia, della vicinanza ai propri cari  e per contro anche il senso di solitudine?
Perché a Natale si celebra la nascita di Cristo.
Non esiste altra ragione.
Alla domanda:
-Come si fa a credere?-
Da parte mia rispondo:
-Come si fa a non credere?-
L'eco di quell'avvenimento,  di ben oltre duemila anni ormai, è ancora così potente da saper scuotere all'ennesima potenza ogni cuore disposto a farsi scuotere.
Dunque cari cuori, lasciatevi scuotere.
Non abbiate timore.
Spalancate la porta al Suo amore.
Tutti ve lo meritate.

Un abbraccio sotto il vischio.
Eleonora ❤️

Photocredit by
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mercoledì 14 settembre 2022

Cose


14 settembre 2022


Che giornata internazionale era ieri? Ogni giorno ce n'è una, per tutti i gusti. 
Ieri era quella dei lasciti, cioè di quello che si lascia in eredità.
Durante la mattinata mi sono fatta due sane risate sentendo alla radio gli ascoltatori che, dato il tema, raccontavano che dopo la dipartita di zii piuttosto che nonni ecc. avevano trovato scrupolosamente conservate le cose più assurde.
Si ride. Ma anche si riflette.
Con quella di mia suocera, scomparsa da poco più di un mese, è la quarta casa che aiuto a sgomberare negli ultimi anni.
Garantisco che il dover "smantellare" un'abitazione, nel momento che chi la occupava ora è dall'altra parte del velo, mi ha insegnato e "segnato" tantissimo.
Ricordo la casa degli zii della mia amica Paola: traboccante di oggetti, oggettini, chincaglierie accumulate negli anni nei loro numerosi viaggi. Chissà cosa ricordava loro ognuno di quelli. 
Una vita intera in una casa.

Com'è possibile vivere senza le cose che sono la nostra vita? Spogli del nostro passato non ci riconosciamo. Fa niente, non c'è posto, bisogna lasciarlo.

da Furore
John Steinbeck

Ma senza aver potuto sfortunatamente avere avuto figli, la maggior parte di tutto quello è andato "svenduto" al primo venuto. E se ci pensiamo non sarà molto diverso anche per noi.
Quella cosa materiale a cui siamo tanto affezionati o è magari particolarmente legata a un ricordo per noi prezioso, per altri può non valere assolutamente nulla.
Nota bene: in quella casa tutto ciò che era d'oro era già stato fatto opportunatamente sparire da nipoti che ne rivendicavano il "valore affettivo".
(Mi chiedo chissà perché per ricordarsi di qualcuno molti  abbiamo proprio bisogno di un suo oggetto d'oro 🤣🤣🤣, ma sicuramente anche voi è capitato di assistere a questa triste realtà).
Poi nel 2020 i miei genitori.
Persi entrambe a distanza di cinque mesi, dover sgomberare la casa dove sono cresciuta controllando un miliardo di oggetti uno ad uno: aldilà della fatica un viaggio emotivo notevole.
La vita insegna che si può accumulare ricchezza da un giorno all'altro o viceversa perdere tutto in un attimo (basti pensare ai romanzi di Dickens o Twain).
Sulla terra un euro vale meno di un milione. Ovvio.
Ma in cielo il valore intrinseco delle cose è totalmente diverso.
In cielo, non lo dimentichiamo, possono pesare le intenzioni tanto quanto le azioni.


21 Ed ora, se Dio, che vi ha creato, dal quale dipendete per la vostra vita e per tutto ciò che avete e che siete, vi accorda qualsiasi cosa chiediate che sia giusta, con fede e credendo che riceverete, oh, quanto più dovreste voi impartire gli uni agli altri le sostanze che avete! 22 E se voi giudicate l’uomo che vi rivolge la sua supplica, chiedendo delle vostre sostanze per non perire, e lo condannate, quanto più giusta sarà la vostra condanna per aver trattenuto le vostre sostanze, che non appartengono a voi ma a Dio, a Cui appartiene anche la vostra vita; e tuttavia voi non gli rivolgete alcuna supplica, né vi pentite di quel che avete fatto. 23 Io vi dico: Guai a quell’uomo, poiché le sue sostanze periranno con lui; ed ora io dico queste cose a coloro che sono ricchi per quanto riguarda le cose di questo mondo. 24 E di nuovo io dico ai poveri, a voi che non avete, e tuttavia avete il necessario per sopravvivere di giorno in giorno; intendo voi tutti che rifiutate ai mendicanti perché non avete; vorrei che diceste in cuor vostro: Non do perché non ho, ma se avessi darei.

(Mosia 4)



L’ammonimento di istituire «una casa di preghiera, una casa di digiuno, una casa di fede, una casa d’istruzione, una casa di gloria, una casa d’ordine, una casa di Dio» ci offre una visione divina del tipo di casa che il Signore vorrebbe che edificassimo. Facendo queste cose diamo inizio alla costruzione di una «dimora spirituale» in cui tutti possono risiedere, a prescindere dalle condizioni materiali—una casa che custodisce un tesoro che «né tignola né ruggine consumano».

(Sacre case, sacri templi 
Gary E. Stevenson
Aprile 2009)

19 Non ammassatevi tesori sulla terra, dove i vermi e la ruggine guastano, e i ladri penetrano e rubano; 20 Ma ammassatevi tesori in cielo, dove né vermi né ruggine guastano e dove i ladri non penetrano né rubano

(3 Nefi 13)

E poiché siamo umani e quindi imperfetti e bisognosi di rinfrescare continuamente la nostra memoria così come il nostro stato spirituale, aiutiamoci per lo meno ad avere nelle nostre case ciò che ci riporti alla mente la serenità che solo il Padre Celeste ci può dare.
Preservare le cose si, ma senza ostinarsi a possederle.



Un abbraccio
Eleonora 

PS   Socrate nella sua tunica logora al mercato:
"Quante cose che non mi servono"
Ahahah




sabato 1 maggio 2021

Parole




1 Maggio 2021

Direi che ognuno ha un proprio vocabolario.
Che non dipende essenzialmente dalla propria formazione culturale ma anche da altri molteplici fattori.
Nel mio personale vocabolario dell'anima ci sono ad esempio diverse classificazioni di parole.

Parole che non sopporto

BUROCRAZIA
SUPERFICIALITÀ
INCOERENZA
VOLGARITÀ
TACCAGNERIA
SPOCCHIOSITÀ
FACILONERIA

Parole che non compaiono nel mio vocabolario

COINCIDENZA 
(cos' è? Mai esistita)

Parole che amo

SERENDIPITÀ
EMPATIA
COMPASSIONE
PERDONO
PACE
UNIONE
SOLIDARIETÀ ecc

Ma ci sono anche 

Frasi che mi lasciano tra il perplesso e lo sbellicamento più assurdo

Tipo:

"Il mio difetto è che sono troppo buono."
(A parte che essere buoni NON è un difetto, ma chi l'ha conosciuto qualcuno che abbia ecceduto nella bontà? 🤣🤣)

"Sono bravissimo. Ma se mi toccano.."
(E allora quanto bravissimo sei?🤣🤣)

"Dico sempre quello che penso."
(E allora pensi veramente poco 🤣🤣)

"Le parole sono importanti!!" urlava Nanni Moretti nel suo film Palombella rossa.

Ma scherzi a parte 
di parole, serie e ispirate, ci ha parlato anziano Ronald A. Rasband nell' ultima conferenza generale di questo aprile 2024.

"I messaggi da questo pulpito sono veicolati a parole.
I messaggi in lingua inglese sono tradotti in circa cento lingue diverse. 
La base è sempre la stessa: le parole.
E le parole contano tanto.
Permettetemi di ripeterlo: le parole contano tanto.
Sono il fondamento del nostro modo di relazionarci, rappresentano le nostre convinzioni, la nostra morale e le nostre prospettive.
A volte parliamo. A volte ascoltiamo.
Le parole creano l'atmosfera, danno voce ai nostri pensieri, ai nostri sentimenti e alle nostre esperienze, nel bene e nel male.
Purtroppo le parole possono essere inopportune, affrettate e offensive. Una volta dette non possiamo ritirarle. 
Possono ferire, punire, abbattere e persino portare ad azioni distruttive. Possono pesare molto su di noi. 
D'altro canto le parole possono celebrare una vittoria, essere fonte di speranza e incoraggiamento, possono indurci a riconsiderare le cose, a ricominciare a cambiare rotta. Le parole possono aprire la nostra mente alla verità.
Questo è il motivo per cui sopra ogni altra cosa le parole del Signore contano.
....
Di estrema importanza sono le nostre parole. In questo mondo di emoji le nostre parole contano.
Le nostre parole possono essere di sostegno o di rabbia, gioiose o cattive, compassionevoli o di disprezzo. Nella foga del momento le parole possono pungere e penetrare dolorosamente nella nostra anima e rimanerci.
Le nostre parole su Internet, nei messaggi, sui social media o nei tweet prendono una vita propria.
Quindi fate attenzione a ciò che dite e a come lo dite."

Un abbraccio
Eleonora 

giovedì 29 aprile 2021

Radio Gloria


Siete anche voi di quelli che mal sopportano i gruppi WhatsApp?
Se ne creano di ogni tipo e magari ci ritroviamo dentro nostro malgrado.
Ma io non sono qui a scrivere di quelli da cui vorremmo uscire o in cui vorremmo fare a meno di starci.
Scrivo di un gruppo numeroso a cui appartengo che si chiama
Le ragazze della SdS. (?)
(N.d.R: SdS sta per Società di Soccorso, un'organizzazione mondiale al femminile de La Chiesa di Gesù Cristo, il cui motto è
 La carità non verrà mai meno)
In questo nostro gruppo WhatsApp ci si scambia saluti, informazioni, richieste, consigli, auguri, incoraggiamento, sostegno, ecc..
Seppure siamo numerose lo stile di ognuna è unico ed inimitabile.
Ogni sorella nel gruppo mette la sua personalità ed il suo stile utilizzando i talenti con cui il Signore le ha benedette. 
Ce n'è una in particolare, moooolto particolare, che si chiama Gloria e ha scelto di lasciarci un messaggio audio ogni mattina.
La sua voce ci dà il buongiorno, ci saluta, ci racconta la sua benedizione del momento, ci rallegra, ci stupisce, ci sprona, ci apre il suo cuore.
Tutto in pochi minuti.
Ma quei pochi ma intensi minuti giorno dopo giorno sono diventati così preziosi che se
 la nostra "Radio Gloria", come oggi, tarda, tutte noi ci preoccupiamo.
Eccone un assaggio.



Sarebbe un bel podcast da condividere, vero?
PS. Gloria lo so che dirai: 
- Cusa l'è un podcast? 
(Trad. Cos'è un podcast?)
Ahahahahah


Dunque un abbraccio alla
nostra Radio Gloria.
Sei unica, inimitabile e ti vogliamo bene!! 

Eleonora & sorelle